Sentenza del 04/04/2018 n. 182 - Comm. Trib. Reg. per la Basilicata
Metodo induttivo - Contabilità inattendibile - Ricostruzione ricavi - Percentuale di ricarico sul costo del venduto - Anni precedenti - Legittimità dell'avviso.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia delle Entrate contestava la dichiarazione relativa al 2009, nella quale il contribuente aveva indicato una perdita d'impresa di Euro 174.644, ricavi contenuti e componenti negativi molto elevati. La contabilità è stata ritenuta complessivamente inattendibile perché i costi dichiarati non risultavano ragionevolmente rapportabili ai ricavi e alle risorse impiegate nell'attività. Inoltre, le rimanenze iniziali, dichiarate per Euro 180.000, sarebbero state in parte vendute e in parte rottamate senza adeguata documentazione. L'Ufficio ha quindi ricostruito induttivamente i ricavi applicando al costo del venduto di Euro 245.901 una percentuale di ricarico dell'1,33%, ottenuta dalla media delle percentuali dichiarate dal contribuente negli anni 2007 e 2008, pari rispettivamente all'1,35% e all'1,32%.
La decisione
La Commissione Tributaria Regionale della Basilicata ha accolto l'appello dell'Agenzia delle Entrate e, riformando la sentenza di primo grado che aveva accolto il ricorso del contribuente, ha dichiarato legittimo l'avviso di accertamento. Il giudice ha ritenuto legittima la ricostruzione analitico-induttiva dei ricavi, fondata sulla percentuale di ricarico storicamente applicata dallo stesso contribuente e sulle gravi incongruenze contabili. Le spese di giudizio sono state integralmente compensate tra le parti.
Norme richiamate
Articolo 39, comma 1, lettera b), del D.P.R. 600/1973
La norma consente la rettifica analitico-induttiva del reddito quando le scritture contabili risultano inattendibili o non rappresentano correttamente la realtà economica dell'impresa. In tale situazione l'Amministrazione può ricostruire i ricavi sulla base di elementi presuntivi, purché logicamente attendibili.
Massime di principio
- Quando la contabilità presenta incongruenze gravi e complessive rispetto ai ricavi, ai costi, alle risorse impiegate e alla normale ragionevolezza economica dell'attività, l'Amministrazione finanziaria può procedere a una ricostruzione analitico-induttiva dei ricavi.
- Una percentuale di ricarico può essere legittimamente utilizzata se è ancorata a dati concreti e verificabili, come le percentuali applicate o dichiarate dallo stesso contribuente negli anni precedenti.
- La media delle percentuali di ricarico degli anni precedenti può costituire un criterio attendibile, soprattutto quando non siano fornite valide ragioni per giustificare un rilevante scostamento nell'anno accertato.
- Il contribuente deve documentare adeguatamente circostanze straordinarie, come svendite, distruzione, rottamazione o perdita delle rimanenze; in mancanza, tali spiegazioni possono essere ritenute non provate.
- La ricostruzione induttiva non richiede necessariamente il ricorso agli studi di settore: può fondarsi su una contabilità inattendibile e su presunzioni semplici gravi, precise e concordanti.
- La coerenza economica complessiva della dichiarazione è rilevante: perdite elevate, costi sproporzionati rispetto ai ricavi e valori delle rimanenze non adeguatamente giustificati possono legittimare l'accertamento.
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