Sentenza del 25/02/2015 n. 3745 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia delle Entrate contestava la deducibilità dei costi sostenuti dalla società per materie prime, servizi, ammortamenti, oneri di gestione, ristrutturazioni e acquisto di opere d'arte e oggetti d'antiquariato relativi a un unico immobile. La società, composta dai coniugi soci, aveva svolto per undici anni esclusivamente attività di acquisto, ristrutturazione e locazione dell'immobile ai soci o a società a essi riconducibili, senza dipendenti, con volume d'affari nullo e perdite costanti. Secondo l'Agenzia, tali elementi dimostravano che l'immobile era destinato al godimento personale dei soci e che mancava una reale attività imprenditoriale orientata al mercato e alla produzione di lucro. La Commissione Tributaria Regionale aveva invece ritenuto sufficiente la previsione statutaria dell'attività immobiliare e la liceità della locazione ai soci.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ritenendo viziata la sentenza della Commissione Tributaria Regionale sia per violazione dei principi in materia di inerenza e abuso del diritto, sia per insufficiente motivazione. Ha affermato che la mera previsione statutaria di attività immobiliari ha valore soltanto indiziario e non dimostra, da sola, l'inerenza dei costi. Il contribuente deve provare che l'acquisto o la ristrutturazione dell'immobile si inseriscano in un'effettiva attività imprenditoriale, non isolata e potenzialmente lucrativa. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio a una diversa Sezione della Commissione Tributaria Regionale del Lazio, anche per la liquidazione delle spese processuali.
Norme richiamate
D.P.R. n. 917 del 1986, art. 75, comma 5
La deducibilità dei costi richiede che essi siano inerenti all'attività d'impresa. L'inerenza non deriva automaticamente dalla contabilizzazione del costo o dalla sua compatibilità astratta con l'oggetto sociale, ma deve essere dimostrata in rapporto all'attività economica effettivamente esercitata.
Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, nn. 3 e 5
La Corte ha esaminato il ricorso per violazione di legge e per insufficiente motivazione su un fatto decisivo e controverso, ritenendo che la motivazione della sentenza di merito non avesse adeguatamente valutato gli elementi fattuali indicati dall'Amministrazione finanziaria.
Principio generale dell'abuso del diritto
La costituzione o l'utilizzo di una società non può giustificare vantaggi fiscali quando l'operazione è priva di valide ragioni economiche e non è diretta allo svolgimento di una reale attività imprenditoriale. La forma societaria e l'oggetto sociale non sono sufficienti a legittimare deduzioni riferite, in concreto, al godimento personale dei soci.
Giurisprudenza della Corte di cassazione, sentenze n. 10532/2006, n. 7344/2011, n. 4157/2013 e n. 1859/2014
"Un'operazione economica isolata non diretta al mercato, compiuta da una società commerciale, quand'anche l'atto costitutivo o lo statuto sociale prevedano che il sodalizio possa compiere operazioni di acquisto, ristrutturazione, vendita e locazione d'immobili di per sè sola non può valere a dare consistenza ad un'attività imprenditoriale capace di giustificare l'inerenza dell'operazione passiva dell'attività svolta"
Un'operazione immobiliare isolata non è sufficiente a dimostrare l'esistenza di un'attività d'impresa. Il contribuente deve provare che l'operazione faccia parte di un'attività immobiliare effettiva o di un progetto imprenditoriale non isolato, destinato almeno prospetticamente a produrre un lucro per la società.
Massime di principio
- La previsione di un'attività nello statuto sociale non dimostra, da sola, che tale attività sia stata effettivamente esercitata né che i relativi costi siano fiscalmente inerenti.
- Quando una società possiede un unico immobile, lo concede ai soci o a soggetti a essi collegati, non ha dipendenti, registra perdite costanti e non opera realmente sul mercato, l'Amministrazione può contestare la natura imprenditoriale dell'operazione e la deducibilità dei costi.
- Per dedurre costi immobiliari, il contribuente deve documentare il collegamento concreto tra la spesa e un'attività economica effettiva, nonché la sua idoneità, anche prospettica, a generare ricavi o utili per la società.
- La locazione dell'immobile ai soci non è automaticamente illecita, ma deve essere valutata insieme agli altri elementi del caso, tra cui congruità del canone, effettività dei pagamenti, condizioni contrattuali e finalità economica dell'operazione.
- L'onere della prova dell'inerenza e delle circostanze che giustificano deduzioni fiscali ricade sul contribuente, soprattutto quando l'Amministrazione fornisce elementi convergenti di uso personale o di assenza di una reale attività d'impresa.
- In presenza di indizi di abuso del diritto, il giudice deve esaminare concretamente la sostanza economica dell'operazione e non può fondare la decisione sulla sola liceità formale dell'oggetto sociale.
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