Cassazione Penale, Sentenza n. 224/2023 del 09/01/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso impugnava la sentenza di appello che confermava la condanna per minaccia aggravata (concorso con Gennatiempo). Venivano proposti quattro motivi principali: 1) vizi nella raccolta e valutazione delle dichiarazioni delle persone offese (denuncia di "raccolta corale", mancata verifica dell'autonomia del racconto, nullità per assenza di documento di identificazione di Diona Fatou); 2) omessa valutazione di prova a discarico e illogicità della motivazione, sostenendo che l'azione (mostrare un'arma) fosse in realtà reazione difensiva durante un'aggressione e che non fosse provato il possesso di un coltello; 3) vizio di motivazione sulla ritenuta aggravante dell'uso dell'arma, deducendo che non vi era prova che l'imputato fosse in possesso del coltello (assenza di rinvenimento, testimoni che non lo videro, perquisizione negativa); 4) mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità ex art. 131-bis c.p., sostenendo la minima offensività del fatto e la presunta infondatezza dell'elemento razzista.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e lo ha respinto nel merito. Ha ritenuto inammissibili come "inedite" alcune censure nuove non dedotte in sede di merito, e, limitatamente alle censure valutate, ha confermato che la Corte territoriale aveva adeguatamente motivato la valutazione dell'attendibilità degli offesi, la coerenza e convergenza dei racconti, e le ragioni per non ritenere decisive le risultanze a favore della difesa (assenza del coltello tra gli effetti rinvenuti, dichiarazioni di un testimone). Ha inoltre ritenuto corretta l'applicazione dell'aggravante per uso di arma quando la minaccia verbale è accompagnata dall'ostentazione di un'arma di immediata disponibilità, anche in assenza di specifica imputazione per porto/possesso di arma. Ha escluso l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità alla luce del tenore delle minacce (di morte), degli insulti a sfondo razziale e dell'uso del coltello. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile ammessa al patrocinio a spese dello Stato, da liquidare dalla Corte di Appello di Salerno.
Norme richiamate
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Limiti alla materia del ricorso per cassazione; il ricorso è stato valutato nei limiti consentiti.
art. 606, comma 1, cod. proc. pen.
Regola i motivi di impugnazione in sede di cassazione (vizi di motivazione e di diritto); la Corte ha ritenuto che molte doglianze mancassero della specificità richiesta dall'art. 606.
art. 192 cod. proc. pen.
Principio sulla valutazione delle prove e delle dichiarazioni testimoniali; la Corte territoriale ha fornito motivazione sufficiente sulla valutazione delle dichiarazioni delle vittime.
art. 546 cod. proc. pen.
Norme sul giudizio abbreviato; richiamato in relazione alla sanabilità di nullità relative quando si procede con rito abbreviato (art. 438 comma 6-bis).
art. 142 cod. proc. pen.
Nullità relative dei verbali; la Corte ha ritenuto inammissibile e priva di specificità la doglianza sulla presunta incertezza dell'identità della denunciante.
art. 438, comma 6-bis, cod. proc. pen.
Sanabilità delle nullità relative in caso di giudizio abbreviato; eventuale nullità riferita alla mancanza di documento di identificazione sarebbe stata sanata.
art. 131-bis cod. pen.
Causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto; esclusa dalla Corte in presenza di minacce di morte, insulti razzisti e uso di un'arma.
art. 133, comma 1, cod. pen.
Criteri per la determinazione della pena e valutazione della tenuità; richiamato dalla difesa ma la Corte di merito ha motivato l'esclusione della particolare tenuità.
art. 616 cod. proc. pen.
Prevede la condanna alle spese processuali in caso di ricorso inamissibile o infondato per colpa; applicata per condannare il ricorrente alle spese e all'ammenda.
artt. 82 e 83 d.P.R. 115/2002
Norme sul patrocinio a spese dello Stato e sul rimborso delle spese agli avvocati dello Stato; usate per la liquidazione delle spese della parte civile ammessa al gratuito patrocinio.
Massime di principio
- Le censure in Cassazione devono essere specifiche e confrontarsi puntualmente con la motivazione della sentenza impugnata: doglianze generiche o "inedite" non sono ammesse.
- L'assenza di rinvenimento materiale di un'arma non esclude di per sé l'aggravante dell'uso dell'arma quando la minaccia verbale sia accompagnata dall'ostentazione di un'arma che l'autore ritiene di avere immediata disponibilità e che renda credibile l'uso imminente.
- La nullità relativa del verbale per mancata esibizione del documento di identificazione può essere sanata quando l'identità della denunciante sia desumibile da altri atti o elementi processuali; l'eccezione deve essere proposta con specificità.
- La valutazione dell'attendibilità dei testi e delle persone offese spetta ai giudici di merito e la Cassazione interviene solo per vizio di motivazione o travisamento evidente della prova; ricostruzioni alternative dei fatti proposte in Cassazione sono generalmente inammissibili.
- La particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) è esclusa quando la condotta presenta elementi di gravità (minacce di morte, motivazione razzista, uso o ostentazione di arma), anche se la offensività materiale può apparire limitata.
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