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Sentenza

Sentenza n. 133/2026 - Reggio Calabria, Sezione 1

per l'annullamento del provvedimento prot. n.-OMISSIS-, ingiunzione a demolire n. -OMISSIS-, notificato alla ricorrente nella data del 03.07.2021, con cui è stata ingiunta la demolizione delle opere ritenute abusive, site nel Comune di Scilla, alla Via -OMISSIS-, catastalmente identificata al foglio di mappa -OMISSIS-, ossia “Realizzazione di un vano interrato ad uso abitazione in assenza di permesso di costruire – modifiche prospetti, con realizzazione di balconi aggettanti e nuove aperture sull’unità immobiliare di cui alla particella -OMISSIS-”.

Giustizia amministrativa202100516

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Reggio CalabriaSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ingiunzione di demolizione relativa alla realizzazione di un vano interrato ad uso abitazione in assenza di permesso di costruire e alla modifica dei prospetti mediante balconi aggettanti e nuove aperture

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato l’ingiunzione comunale di demolizione notificata il 3 luglio 2021, deducendo l’illegittimità della qualificazione e della repressione delle opere come abusive. Nel corso del giudizio ha presentato una SCIA in sanatoria ai sensi dell’art. 36 del d.P.R. n. 380/2001, corredata da relazione tecnica attestante la regolarizzabilità degli interventi. In sede cautelare il TAR ha rilevato che tale istanza imponeva all’Amministrazione un nuovo esame dell’abusività delle opere. All’udienza di merito il Collegio ha segnalato, ai sensi dell’art. 73 c.p.a., l’improcedibilità derivante dalla mancata impugnazione del silenzio-rifiuto formatosi sull’istanza di sanatoria. La parte ricorrente non ha fornito chiarimenti sull’esito dell’istanza né ha impugnato il relativo diniego tacito mediante motivi aggiunti o ricorso autonomo.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Se l’istanza di sanatoria non fosse stata accolta, il diniego tacito, qualificato ex lege come rigetto, avrebbe dovuto essere autonomamente impugnato o contestato con motivi aggiunti; decorso il termine per impugnarlo, l’eventuale annullamento dell’originaria ingiunzione non avrebbe procurato un’utilità effettiva. Se invece l’istanza fosse stata accolta, la ricorrente avrebbe conseguito il bene della vita perseguito, con conseguente carenza di interesse alla prosecuzione del giudizio. L’assenza di chiarimenti impediva quindi di ravvisare un interesse attuale alla decisione. Il Comune non si è costituito e il Collegio ha disposto la compensazione sostanziale delle spese mediante la formula nulla spese.

Norme richiamate

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    istanza ex art. 36 del d.P.R. 380/2001

    L’istanza di accertamento di conformità incide sull’efficacia e sull’interesse alla coltivazione dell’impugnazione dell’ordinanza di demolizione; in caso di mancato accoglimento, il diniego tacito deve essere autonomamente impugnato o contestato con motivi aggiunti.

  • art. 35, comma 1, lett. c) c.p.a.

    improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse

    Il ricorso è improcedibile quando, per fatti sopravvenuti, non permane un interesse attuale alla decisione.

  • art. 73 c.p.a.

    Il Collegio rilevava, anche ai sensi dell'art. 73 c.p.a., l'improcedibilità del ricorso

    Il giudice può sottoporre alle parti una questione rilevata d’ufficio, consentendo il contraddittorio prima della decisione.

Massime di principio

  • La presentazione di un’istanza di accertamento di conformità ai sensi dell’art. 36 del d.P.R. 380/2001 incide sull’interesse a coltivare l’impugnazione dell’originaria ordinanza di demolizione, poiché l’amministrazione deve riesaminare la situazione e adottare un provvedimento espresso o tacito.
  • Qualora l’istanza di accertamento di conformità non sia accolta e si formi il diniego tacito previsto dalla legge, il diniego costituisce un autonomo atto lesivo che deve essere impugnato con motivi aggiunti o con ricorso autonomo; in mancanza, l’eventuale annullamento dell’originaria ordinanza di demolizione non procurerebbe un’utilità concreta e attuale.
  • Qualora l’istanza di sanatoria sia accolta, il ricorrente consegue il bene della vita perseguito e viene meno l’interesse alla prosecuzione del giudizio contro l’originaria ordinanza di demolizione.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrere

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