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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35961/2022 del 23/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso straordinario per errore di fatto/di materia ex art. 625-bis c.p.p. avverso la sentenza della Corte di Cassazione del 21/09/2021 che aveva confermato l'ordinanza del Tribunale di Napoli Nord: il ricorrente contestava la valutazione della utilizzabilità delle intercettazioni e la ricostruzione dei fatti, sostenendo che la Corte avesse errato nel ritenere utilizzabili tutti i decreti dal 30/12/2016 e nel ritenere sufficienti i gravi indizi basati sulle captazioni a partire da quella data senza adeguata motivazione

La decisione

Il ricorso è dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che il rimedio straordinario ex art. 625-bis c.p.p. non sia esperibile dall'indagato (è riservato al procuratore generale e al condannato) e non sia esperibile avverso un'ordinanza 'de libertate' (provvedimento suscettibile di modificazioni per sopravvenienza di nuovi elementi e quindi privo di carattere irrevocabile). Per effetto dell'art. 616 c.p.p. il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento in favore della Cassa delle Ammende di euro 3.000,00

Norme richiamate

  • articolo 625-bis cod. proc. pen.

    Il rimedio straordinario per errore materiale o di fatto è riservato esclusivamente al procuratore generale e al condannato; non è esperibile dall'indagato

  • articolo 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna alle spese processuali e ad una somma in favore della Cassa delle Ammende quando il ricorso è manifestamente inammissibile; la Corte, valutati i profili di colpa, ha quantificato la somma in euro 3.000,00

  • art. 23, comma 8, decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, convertito in legge 18 dicembre 2020, n. 176

    Prevede le modalità di trattazione del procedimento in forma semplificata/da remoto; la Corte segnala che la trattazione è avvenuta secondo tale procedura

  • Giurisprudenza citata (Sez. 2, Sent. n. 42518 del 15/10/2021; Sez. U, Sent. n. 13199 del 21/07/2016)

    Principio consolidato secondo cui il rimedio straordinario non è esperibile avverso ordinanze 'de libertate' perché tali provvedimenti sono suscettibili di modifica e non hanno il carattere di irrevocabilità richiesto per il ricorso straordinario

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p. non può essere proposto dall'indagato: è uno strumento riservato al procuratore generale e al condannato; quindi un indagato deve impugnare i provvedimenti con i rimedi ordinari previsti dal codice
  • Non è ammesso usare il rimedio straordinario contro ordinanze cautelari 'de libertate' (misure personali suscettibili di revisione): il rimedio è destinato a provvedimenti definitivi e irrevocabili
  • Se si intende contestare l'utilizzabilità di intercettazioni o la valutazione dei gravi indizi, è necessario farlo nei gradi e nei rimedi ordinari (es. opposizione, reclamo, impugnazioni avanti al giudice competente) e motivare dettagliatamente gli errori di fatto/valutazione con riferimenti probatori precisi
  • Chi propone un ricorso manifestamente inammissibile rischia la condanna al pagamento delle spese e di una somma a favore della Cassa delle Ammende: valutare il grado di proponibilità e la correttezza formale prima di esperire rimedi straordinari
  • In presenza di provvedimenti modificabili per nuovi elementi (es. ordinanze cautelari), è preferibile perseguire le vie di riesame previste (es. riesame, revoca, istanze al giudice del riesame) piuttosto che ricorsi straordinari

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