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Ordinanza

Ordinanza n. 227/2026 - Milano, Sezione 3

per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia del provvedimento - relativo alla domanda n. -OMISSIS- - adottato il 9 febbraio 2025 dal Ministero dell’Interno, e notificato alla destinataria in data 24 marzo 2025, con il quale è stata decretata l’inammissibilità della domanda di cittadinanza formulata, ex art. 9, comma 1 lett. f) della legge 5 febbraio 1992, n. 91, dalla ricorrente, nonché di ogni altro atto, anche non conosciuto dall’istante, ad esso conseguente, presupposto, applicativo e/o comunque connesso con quello impugnato ed al relativo procedimento.

Giustizia amministrativa202501953

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIIOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di inammissibilità della domanda di cittadinanza italiana ai sensi dell'art. 9, comma 1, lett. f), l. 91/1992

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La ricorrente ha impugnato il provvedimento ministeriale del 9 febbraio 2025, notificato il 24 marzo 2025, con cui è stata dichiarata inammissibile la sua domanda di cittadinanza italiana. Ha chiesto l'annullamento dell'atto, previa sospensione della sua efficacia. Con una precedente ordinanza cautelare la Sezione aveva accolto la domanda ai fini del riesame della posizione, imponendo all'Amministrazione di considerare la documentazione sopravvenuta prodotta dalla richiedente. Nel presente incidente processuale il TAR ha rilevato che l'Amministrazione non aveva adempiuto all'ordine di riesame e non aveva fornito informazioni sull'andamento della procedura.

La decisione

Il TAR ha reiterato l'ordine di riesame della posizione della richiedente. Ha assegnato all'Ufficio Territoriale del Governo di Milano un termine ultimativo di quaranta giorni dalla comunicazione o, se anteriore, dalla notificazione dell'ordinanza, per adottare la determinazione conclusiva del procedimento di riesame, comunicarla all'interessata e depositarla in giudizio. Il giudice ha avvertito che l'inosservanza del nuovo termine potrà essere valutata ai sensi dell'art. 64, comma 4, c.p.a. e in relazione a possibili profili di responsabilità per omissione. Il giudizio è stato rinviato alla camera di consiglio del 14 maggio 2026. L'ordinanza non ha deciso in via definitiva sulla legittimità del diniego di cittadinanza.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 1, lett. f), l. 91/1992

    Costituisce la base normativa della domanda di cittadinanza italiana oggetto del procedimento amministrativo.

  • art. 64, comma 4, c.p.a.

    L'inosservanza dell'ordine giudiziale e del termine assegnato potrà essere valutata dal giudice nella prosecuzione del giudizio.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    È richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità della ricorrente a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Sono richiamati, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a fondamento dell'oscuramento delle generalità della ricorrente.

Massime di principio

  • Quando l'amministrazione non esegue un precedente ordine giudiziale di riesame disposto in sede cautelare, il giudice amministrativo può reiterare l'ordine, assegnando un termine ultimativo per la conclusione, comunicazione e documentazione in giudizio del procedimento di riesame.
  • Il riesame imposto in sede cautelare deve tenere conto della documentazione sopravvenuta specificamente indicata dal giudice e deve sfociare in una determinazione conclusiva, non in una mera attività interlocutoria o dilatoria.
  • L'inosservanza del termine ultimativo fissato dal giudice può essere valutata ai fini dell'istruttoria processuale e può assumere rilievo rispetto a possibili profili di responsabilità per omissione.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareEffetto conformativo e riedizione del potereOnere della prova e principio dispositivo

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