Sentenza n. 4116/2026 - Roma, Sezione 3T
per l’ottemperanza alla sentenza n. 1403/2024 emessa dal Tribunale Ordinario di Velletri sez. Lavoro;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione, limitatamente all'attivazione della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, della sentenza del Tribunale ordinario di Velletri, Sezione lavoro, n. 1403/2024
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha proposto un giudizio di ottemperanza ex art. 114, comma 3, c.p.a. lamentando l'inottemperanza del Ministero dell'Istruzione e del Merito alla sentenza n. 1403/2024 del Tribunale ordinario di Velletri, Sezione lavoro. Tale sentenza aveva accertato il diritto del docente a usufruire della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione prevista dall'art. 1, comma 121, l. 107/2015, per gli anni scolastici 2021/2022 e 2022/2023, condannando il Ministero ad attivarla e a rifondere le spese del giudizio ordinario. Il ricorso per ottemperanza riguardava esclusivamente la mancata attivazione della carta, con esclusione del pagamento delle spese di lite liquidate dal giudice ordinario. Nel corso del giudizio il ricorrente ha dichiarato che il Ministero, il 13 giugno 2025, aveva accreditato la somma spettante in esecuzione della sentenza, chiedendo quindi la declaratoria di cessazione della materia del contendere e la condanna dell'Amministrazione alle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, ritenendo che la pretesa del ricorrente fosse stata integralmente soddisfatta dal successivo adempimento dell'Amministrazione, ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a. Il giudizio è stato quindi definito senza ulteriori statuizioni sull'esecuzione, essendo venuto meno l'interesse alla prosecuzione dell'azione di ottemperanza. Quanto alle spese, il Collegio ne ha disposto la compensazione parziale nella misura della metà, valorizzando la pronta esecuzione della sentenza da parte del Ministero dopo la proposizione del ricorso. Per la restante metà ha applicato il criterio della soccombenza, condannando il Ministero a rifondere al ricorrente € 250,00, oltre agli accessori di legge se dovuti, comprendendo anche le spese accessorie documentate funzionali all'instaurazione del giudizio.
Norme richiamate
art. 1, comma 121, l. 107/2015
Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente
La disposizione costituisce il fondamento del diritto del docente alla Carta elettronica, riconosciuto nella sentenza del giudice ordinario per gli anni scolastici 2021/2022 e 2022/2023.
art. 34, comma 5, c.p.a.
Consente di dichiarare cessata la materia del contendere quando la pretesa dedotta in giudizio risulta integralmente soddisfatta nel corso del processo.
art. 114, comma 3, c.p.a.
Costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza davanti al giudice amministrativo per l'esecuzione del giudicato o di altro provvedimento esecutivo.
Massime di principio
- La cessazione della materia del contendere deve essere dichiarata quando, nel corso del giudizio di ottemperanza, l'Amministrazione adempie integralmente alla prestazione oggetto della domanda, facendo venir meno l'interesse alla prosecuzione del processo.
- Nel giudizio di ottemperanza, l'adempimento dell'Amministrazione successivo alla proposizione del ricorso non esclude necessariamente la condanna alle spese: il giudice può regolarle secondo il criterio della soccombenza virtuale, tenendo conto anche del momento e delle modalità dell'adempimento.
- La pronta esecuzione del provvedimento dopo la proposizione del ricorso può giustificare la compensazione parziale delle spese, mentre la restante parte può essere posta a carico dell'Amministrazione che ha dato causa al giudizio.
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