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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24641/2022 del 24/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 6/9/2021 che ha confermato il decreto di sequestro preventivo (sequestro finalizzato alla confisca) di euro 6.344.129,32 nei confronti di M RINNOVABILI s.r.l. e di euro 120.000,00 nei confronti di MONCADA ENERGY GROUP s.r.l. per il presunto delitto di bancarotta fraudolenta preferenziale (con riferimento a pagamenti/compensazioni compiuti da MONCADA SOLAR EQUIPMENT s.r.l. prima del fallimento). Il ricorso deduceva: vizio di motivazione e'omesso esame di documenti rilevanti per il fumus (stato di insolvenza all'epoca dei pagamenti); carenza di motivazione sul periculum (rischio di dispersione del profitto) e violazione del diritto di difesa per acquisizione/uso di nuovi atti in udienza; illegittima qualificazione e uso di elementi probatori relativi a diverso capo d'imputazione; e assenza di pertinenzialità tra le somme sequestrate e il profitto illecito, anche alla luce della fusione/incorporazione di M RINNOVABILI in MONCADA ENERGY GROUP.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che: (i) il sindacato di Cassazione sulle ordinanze cautelari reali è limitato alle violazioni di legge e ai casi di motivazione inesistente o apparente; (ii) il Tribunale del riesame ha svolto un'adeguata autonoma valutazione sul fumus, fondandosi su bilanci, sottocapitalizzazione, squilibri contabili e altre risultanze, così da ritenere la società fallita già in stato di insolvenza al tempo degli atti contestati; (iii) la motivazione sul periculum (rischio di dispersione del profitto) non è apparsa assente o apparente: il Collegio ha richiamato dichiarazioni del curatore, intercettazioni e indicatori della crisi del gruppo e ha valutato concretamente il rischio di sottrazione/dispersione dell'utile illecito; (iv) l'acquisizione in udienza di documenti prodotti dal Pubblico Ministero è stata ritenuta regolare e la breve sospensione concessa è stata sufficiente a garantire il contraddittorio; (v) quanto alla pertinenzialità e ai limiti del sequestro in caso di fusione/incorporazione, la Corte ha applicato i principi delle Sezioni Unite: nel sequestro finalizzato alla confisca diretta del denaro è necessario ricercare l'effettivo accrescimento patrimoniale monetario riconducibile al reato e, se la società incorporante non è terza di buona fede o ha acquisito utilità dal trasferimento, le somme nella sua disponibilità possono essere assoggettate a vincolo. Alla luce di ciò, il rigetto del ricorso è stato confermato e il sequestro è mantenuto.

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Distinzione tra comma 1 (sequestro impeditivo/preventivo) e comma 2 (sequestro finalizzato alla confisca); il Tribunale ha ritenuto applicabile solo il comma 2 perché il vincolo era finalizzato alla confisca del profitto del reato.

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Regola il riesame; il Tribunale del riesame ha poteri devolutivi e può compiere autonoma valutazione degli elementi in atti, anche confermando il provvedimento per ragioni diverse da quelle indicate dal G.i.p., purché garantisca adeguata motivazione.

  • art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    Avverso le ordinanze cautelari reali la cassazione è ammessa solo per violazione di legge; le censure sulla motivazione sono consentite soltanto nei casi di motivazione inesistente o apparente.

  • art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Richiede motivazione minima e rende possibile la censura in cassazione solo se la motivazione è del tutto mancante o apparente; la Corte ha ritenuto presente motivazione non apparente.

  • art. 240, comma 1, cod. pen.

    Norma sul profitto del reato e sulla confisca; la Corte, richiamando le Sezioni Unite, ha confermato che la confisca diretta del denaro mira all'accrescimento patrimoniale monetario effettivamente conseguito e rinvenibile nel patrimonio del reo.

  • art. 2621 cod. civ.

    Richiamata nella prospettazione accusatoria come condotta idonea a cagionare dissesto (indebita distrazione/compensazione che ha contribuito allo stato insolvenziale della società).

  • Sez. U. n. 42415 del 27/05/2021 (giurisprudenza)

    Principio secondo cui la confisca del denaro deve colpire l'effettivo accrescimento monetario derivante dal reato; tale principio è stato applicato per sostenere la liceità del sequestro di somme anche se non direttamente identificabili con il denaro versato all'epoca del reato.

Massime di principio

  • La cassazione contro ordinanze di misure cautelari reali è ammessa principalmente per violazione di legge: i vizi di mera motivazione si aggiudicano solo se la motivazione è inesistente o apparentemente fittizia.
  • Il tribunale del riesame può svolgere un'autonoma valutazione degli elementi e può confermare il sequestro anche basandosi su ragioni non esplicitate dal G.i.p., purché compia un effettivo vaglio critico e garantisca il contraddittorio.
  • Il sequestro finalizzato alla confisca di denaro si fonda sulla ricerca dell'accrescimento patrimoniale monetario derivante dal reato; non è necessario dimostrare l'identità fisica della specifica banconota ma il nesso causale con l'incremento patrimoniale ancora rinvenibile.
  • In caso di fusione/incorporazione la responsabilità patrimoniale può estendersi alla società incorporante quando quest'ultima ha conseguito vantaggi o non può essere considerata terza di buona fede: il vincolo può quindi colpire somme nella disponibilità dell'incorporante nei limiti dell'utilità trasferita e della conoscenza/culpa della stessa.
  • La produzione in udienza di nuovi atti da parte del pubblico ministero è ammissibile se il giudice concede un congruo, anche se breve, termine per consentire l'esame e il contraddittorio; una sospensione contenuta può essere considerata sufficiente salvo specifica prova dell'impossibilità di difesa.

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