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Cassazione Civile, Ordinanza n. 35473/2021 del 19/11/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione finanziaria)

La controversia

La controversia nasce da tre avvisi di accertamento emessi nei confronti di soci di una società operante nel settore dell'abbigliamento, per il reddito di partecipazione relativo all'anno d'imposta 2006. Gli avvisi derivavano da un accertamento analitico-induttivo effettuato ai sensi dell'art. 39, comma 1, lett. d), del d.P.R. n. 600 del 1973, con recupero di maggiori ricavi in capo alla società, a ristretta base sociale, e conseguente imputazione pro quota ai soci. I contribuenti avevano contestato gli accertamenti davanti al giudice tributario e, in cassazione, con un unico motivo, hanno dedotto la violazione del giudicato formatosi su una precedente sentenza della CTP che avrebbe escluso la sufficienza degli elementi istruttori a provare maggiori ricavi non dichiarati della società. Sostenevano che tale giudicato esterno fosse stato tempestivamente prospettato nel giudizio d'appello, ma non fosse stato correttamente considerato.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondato l'unico motivo di ricorso. Ha rilevato d'ufficio un giudicato esterno più recente, formatosi su una diversa decisione di legittimità resa anche per l'anno d'imposta in questione, che aveva espressamente escluso l'estensibilità del giudicato invocato dai contribuenti, riferito invece ad altra annualità. La Corte ha richiamato il principio secondo cui, in materia tributaria, il giudicato esterno sulle imposte periodiche vincola solo se riguarda fatti dotati di efficacia permanente o pluriennale, oppure la qualificazione di un rapporto ad esecuzione prolungata. Poiché tale presupposto non ricorreva, il ricorso è stato rigettato. Le spese sono state compensate integralmente, in ragione del consolidamento del giudicato esterno sfavorevole ai contribuenti dopo l'introduzione del giudizio. È stato inoltre dato atto dei presupposti per l'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 39, comma 1, lett. d), d.P.R. n. 600 del 1973

    norma posta a base dell'accertamento analitico-induttivo dei maggiori ricavi in capo alla società

  • art. 360, primo comma, c.p.c.

    richiamato incidentalmente per segnalare che il motivo di ricorso non individuava il pertinente paradigma di impugnazione

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    richiamato per dare atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato

  • art. 13, comma 5-bis, d.P.R. n. 115 del 2002

    richiamato insieme al comma 1-quater quale base del contributo unificato aggiuntivo

Massime di principio

  • In materia tributaria, il giudicato esterno sulle imposte periodiche ha efficacia vincolante solo quando investe fatti a efficacia permanente o pluriennale, idonei a produrre effetti per più periodi d'imposta, oppure la qualificazione di un rapporto ad esecuzione prolungata.
  • Il giudicato formatosi su un'annualità d'imposta diversa non è automaticamente estensibile ad annualità successive, salvo che l'accertamento riguardi elementi che, per loro natura, si proiettano oltre il singolo periodo d'imposta.
  • Il giudicato esterno più recente, se rilevante e incompatibile con la tesi prospettata dalla parte, può essere rilevato d'ufficio dal giudice di legittimità.
  • La deduzione della violazione del giudicato esterno richiede che il giudicato invocato sia effettivamente pertinente al periodo d'imposta e alla fattispecie controversa; in difetto, il motivo è infondato.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamentoImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiGiudicato

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