Sentenza del 14/09/2015 n. 3871 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
PROCESSO TRIBUTARIO - ATTI IMPUGNABILI - ISTANZA DI AUTOTUTELA - DINIEGO - Impugnazione - Ammissibilità.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl ricorso è stato ritenuto ammissibile. L'elenco degli atti impugnabili previsto dall'art. 19 del d.lgs. n. 546/1992 è stato interpretato estensivamente, includendo anche il diniego dell'istanza di autotutela quando l'atto sia idoneo a produrre un danno immediato o prevedibile al contribuente.
Esito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha contestato il diniego dell'amministrazione alla propria istanza di autotutela, chiedendo che tale atto fosse considerato impugnabile anche se non espressamente incluso nell'elenco degli atti impugnabili previsto dall'art. 19 del d.lgs. n. 546/1992. La questione riguardava quindi l'ammissibilità del ricorso tributario contro un atto di diniego dell'autotutela, quando questo possa arrecare un danno immediato o prevedibile al contribuente.
Norme richiamate
Art. 19 del d.lgs. n. 546/1992
La disposizione, pur elencando gli atti tipicamente impugnabili nel processo tributario, deve essere interpretata estensivamente e può comprendere qualunque atto dell'amministrazione tributaria idoneo a determinare un danno immediato o prevedibile per il contribuente, incluso il diniego dell'autotutela.
Massime di principio
- Nel processo tributario, l'elenco degli atti impugnabili non deve necessariamente essere interpretato in modo rigidamente tassativo quando un atto dell'amministrazione produce o può produrre un pregiudizio concreto al contribuente.
- Il diniego di autotutela può essere contestato giudizialmente se determina un danno immediato o prevedibile, anche quando non sia espressamente menzionato tra gli atti dell'art. 19 del d.lgs. n. 546/1992.
- L'ammissibilità dell'impugnazione dipende dalla concreta lesività dell'atto e non soltanto dalla sua denominazione formale.
- La possibilità di ricorrere contro un atto di autotutela non implica automaticamente l'obbligo del giudice di accogliere la richiesta sostanziale del contribuente: occorre distinguere tra ammissibilità del ricorso e fondatezza della pretesa.
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