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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33180/2025 del 07/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Napoli del 13/05/2025 che, a seguito di un riesame richiesto dalla terza interessata, aveva disposto la restituzione del libretto postale e dei buoni fruttiferi sequestrati in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo del G.i.p. del 09/02/2024 relativo a presunti profitti di reati (tra cui autoriciclaggio e reati tributari) attribuiti a Roberto Chirico. Il Procuratore europeo contestava l'ordinanza sostenendo l'inammissibilità della richiesta di riesame, la carenza motivazionale dell'ordinanza e l'insufficienza delle argomentazioni della difesa della terza interessata circa la proprietà e la disponibilità esclusiva dei beni.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso del Procuratore europeo inammissibile per motivo manifestamente infondato e ha quindi confermato l'ordinanza del Tribunale di Napoli. La Corte ha ritenuto corretta la valutazione del Tribunale secondo cui il sequestro eseguito sui beni intestati a terzi, sulla base di risultanze investigative immesse ex novo in fase esecutiva, richiede un contraddittorio e un vaglio giurisdizionale tramite il giudizio di riesame. Ha inoltre ribadito che l'onere di provare la disponibilità effettiva dei beni in capo all'indagato grava sul Pubblico ministero e che la mera incapienza patrimoniale dei familiari non è sufficiente a dimostrare l'intestazione fittizia. Il ricorso non ha efficacemente censurato la motivazione del Tribunale ai sensi dell'art. 325 c.1 c.p.p., per cui il rimedio proposto è stato rigettato.

Norme richiamate

  • art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    Richiesto come parametro per valutare la sufficienza della motivazione dell'ordinanza; la Corte ha ritenuto che il ricorrente non abbia dimostrato la violazione di tale norma rispetto alla motivazione fornita dal Tribunale.

  • Principio giurisprudenziale sul sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente

    Sez. 2, n. 21515 del 20/03/2025 (Mair); Sez. 3, n. 37465 del 25/05/2023 (Ardizzoni); Sez. 3, n. 34602 del 31/03/2021 (Roveta); Sez. 2, n. 20685 del 21/03/2017 (Ventisette); Sez. 3, n. 38512 del 22/06/2016 (Friso)

    La giurisprudenza afferma che, se il sequestro riguarda beni formalmente intestati a terzi ma ritenuti nella disponibilità dell'indagato, l'unico rimedio effettivo per il terzo è il giudizio di riesame; l'individuazione dei beni anche in sede esecutiva non esclude il diritto del terzo a un vaglio giurisdizionale e grava sul Pubblico ministero l'onere di provare la riferibilità concreta dei beni all'indagato.

Massime di principio

  • Il terzo intestatario dei beni sequestrati ha legittimazione a proporre il giudizio di riesame anche quando l'individuazione dei beni avvenga nella fase esecutiva: il riesame è il canale per contestare la disponibilità imputata all'indagato.
  • L'onere di provare che i beni formalmente intestati a terzi siano in realtà nella disponibilità dell'indagato grava sul Pubblico ministero; la semplice prova dell'incapienza patrimoniale del terzo non basta a dimostrare l'intestazione fittizia.
  • L'introduzione in fase esecutiva di nuove risultanze investigative che giustificano l'estensione del sequestro richiede contraddittorio e vaglio giurisdizionale: non può essere bypassato con una mera esecuzione del sequestro originario.
  • La motivazione del provvedimento di riesame deve essere sufficiente e specifica riguardo alla (non) prova dell'intestazione fittizia; chi impugna per carenza motivazionale deve indicare in cosa consista la violazione dell'art. 325 c.1 c.p.p. per avere chance di successo in sede di legittimità.
  • In caso di contestazione su beni oggetto di confisca per equivalente, la fase esecutiva non annulla i diritti di difesa del terzo: il giudice di merito deve valutare se la prova della riferibilità aiuta a giustificare il mantenimento del sequestro.

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