Cassazione Penale, Sentenza n. 40439/2023 del 04/10/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza del GIP di Como del 6/4/2023 che aveva applicato al ricorrente la pena di 2 anni di reclusione e €6.800 di multa per violazione dell'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990; il ricorrente deduceva: 1) vizio di motivazione e di legge in ordine alla confisca del denaro sequestrato (€17.795 e CHF 710), non oggetto dell'accordo, rilevando l'assenza di argomentazione sul nesso di derivazione tra la somma e la cessione contestata (due dosi da 0,5 g ciascuna); 2) vizio di legge e di motivazione in relazione alla menzione, nella motivazione, della condanna alle spese processuali nonostante il patteggiamento comporti pena detentiva entro i due anni.
La decisione
La Corte ha ritenuto fondato il primo motivo e ha annullato senza rinvio la statuizione relativa alla confisca del denaro, ordinandone il dissequestro e la restituzione all'avente diritto; ha ritenuto invece il secondo motivo inammissibile per manifesta infondatezza, rilevando che il dispositivo della sentenza impugnata non contiene condanna alle spese (coerente con art. 445 c.1 c.p.p.) e che le frasi errate della motivazione andavano eliminate, dando prevalenza al dispositivo. Disposto l'annullamento limitato alla confisca e inviati gli adempimenti alla cancelleria ai sensi dell'art. 626 c.p.p.
Norme richiamate
d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73, comma 5
art. 73, comma 5, d.P.R. 9/10/1990, n. 309
La confisca del denaro in possesso dell'imputato può essere disposta solo se sussiste un nesso di pertinenzialità tra le somme e l'attività illecita di cessione contestata; non è sufficiente un'affermazione generica che identifichi il denaro come "profitto" senza motivare il nesso con la specifica fattispecie contestata.
codice penale, art. 240-bis
Nei casi di illecita detenzione di sostanze stupefacenti, la confisca del denaro nella disponibilità dell'imputato è ammessa solo se ricorrono le condizioni previste dall'art. 240-bis; ciò limita l'ambito della confisca diretta rispetto alle sole ipotesi previste dalla norma.
Cass. Sez. 4, n. 20130 del 19/04/2022 (Donato)
Sez. 4, n. 20130 del 19/04/2022
Giurisprudenza richiamata per affermare che, in relazione all'illecita detenzione di stupefacenti, la confisca del denaro trova applicazione solo nei casi previsti dall'art. 240-bis; conferma la necessità di stabile collegamento tra somme e reato specifico.
Cass. Sez. 6, n. 55852 del 17/10/2017 (Lanzi)
Sez. 6, n. 55852 del 17/10/2017
Le somme che costituiscono il ricavato di precedenti cessioni o sono destinate ad ulteriori acquisti non possono essere automaticamente qualificate come "strumento" o "prodotto/profitto" del reato e quindi non sono necessariamente confiscabili senza prova del nesso di pertinenzialità.
codice di procedura penale, art. 445, comma 1
art. 445, comma 1, c.p.p.
Il patteggiamento con pena detentiva non superiore ai due anni, da solo o congiunto a pena pecuniaria, esclude la condanna al pagamento delle spese processuali; il dispositivo deve riflettere tale previsione normativa.
codice di procedura penale, art. 619, comma 1
art. 619, comma 1, c.p.p.
La Corte di Cassazione può correggere la motivazione apparente eliminando riferimenti erronei quando il dispositivo è conforme alla legge e alla volontà effettiva del giudice, evitando inutili rinvii se la rettifica non può pregiudicare diritti delle parti.
codice di procedura penale, art. 626
Norma procedurale richiamata per gli adempimenti relativi al dissequestro e alla restituzione delle somme a seguito dell'annullamento della confisca.
Massime di principio
- La confisca diretta di somme di denaro in casi di reati di stupefacenti richiede una motivazione specifica e il nesso di pertinenzialità tra le somme e la cessione contestata; la mera affermazione che il denaro sia "profitto" non è sufficiente.
- Quando l'ammontare del denaro sequestrato è manifestamente sproporzionato rispetto alla quantità di droga contestata, la tesi della diretta derivazione è debole e la confisca può essere annullata.
- Le somme provenienti da precedenti o diverse cessioni o destinate all'acquisto di droga non possono automaticamente essere trattate come "prodotto" o "strumento" del reato senza adeguata prova del nesso temporale e funzionale.
- Nel patteggiamento, se la pena detentiva è entro i due anni (anche con pena pecuniaria), non può essere imposta la condanna al pagamento delle spese processuali; eventuali affermazioni contrarie nella motivazione vanno eliminate se il dispositivo è conforme alla legge.
- La Cassazione può, in presenza di carenze motivazionali che non possono essere sanate con un nuovo esame, annullare senza rinvio la statuizione impugnata (per es. confisca) e ordinare il dissequestro e la restituzione.
- In fase difensiva, quando la confisca non è oggetto dell'accordo, è essenziale chiedere espressa e dettagliata motivazione circa il nesso di pertinenzialità tra somme e reato; in assenza di ciò è possibile ottenere l'annullamento della misura.
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