Cassazione Penale, Sentenza n. 49960/2023 del 15/12/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per Cassazione proposto dal difensore di Rinaldi. Due motivi principali: 1) violazione delle garanzie difensive perché la Corte d'appello ha deciso l'appello in camera di consiglio ex art. 23-bis D.L. 137/2020 senza che fosse comunicata tale modalità al difensore e omettendo di valutare l'istanza di rinvio per gravi infermità fisiche, tempestivamente comunicata il 23/01/2023; 2) vizio di motivazione e valutazione delle prove: si deduce l'estraneità dell'imputato in quanto il contratto e i bonifici erano riferiti alla Palalberghi s.r.l. (Aprea Guglielmina) e non a Rinaldi, che sarebbe stato erroneamente ritenuto gestore occulto dell'hotel.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Sul primo motivo la Corte ha ritenuto legittima la decisione in camera di consiglio in quanto la legge 30/12/2022, n.199 (art. 5-duodecies) ha prorogato l'operatività delle disposizioni che consentono la trattazione camerale degli appelli fino al 30/06/2023; inoltre il difensore non aveva richiesto la trattazione orale. Sul secondo motivo la Corte ha escluso la possibilità per la Cassazione di riesaminare i fatti e la valutazione probatoria già compiuta dai giudici di merito, non riscontrando manifeste illogicità nella motivazione della Corte d'appello. Conseguenze: inammissibilità del ricorso, condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e all'erogazione di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p. per profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
Norme richiamate
Legge 30 dicembre 2022, n.199 (art.5-duodecies)
"Per le impugnazioni proposte entro il 30 giugno 2023 continuano ad applicarsi le disposizioni ... e agli articoli 23-bis, commi 1, 2, 3, 4 e 7 ... del decreto-legge 28 ottobre 2020, n.137"
La Corte ha ritenuto che la norma abbia prorogato l'applicabilità delle disposizioni che consentono alla corte d'appello di decidere in camera di consiglio senza intervento delle parti per le impugnazioni entro il 30/06/2023, rendendo legittima la decisione camerale del 24/01/2023.
Art. 23-bis, D.L. 28 ottobre 2020, n.137 (convertito)
disposizione che prevede che per la decisione sugli appelli la corte di appello procede in camera di consiglio senza l'intervento del pubblico ministero e dei difensori, salvo richiesta di discussione orale o volontà dell'imputato di comparire
Applicata per giustificare la decisione in camera di consiglio: in assenza di richiesta di discussione orale da parte delle parti la trattazione camerale è consentita.
Decreto-legge 30 dicembre 2021, n.228 (art.16, comma 1) e relativi atti di conversione
Disposizioni urgenti in materia di termini legislativi che avevano esteso previsioni emergenziali in materia di processo fino al 31/12/2022 (richiamate nella motivazione)
Richiamato per ricostruire la catena normativa che ha regolato la possibilità della trattazione camerale nei periodi emergenziali e le successive proroghe.
Art. 94 del decreto legislativo 10 ottobre 2022, n.150
sostituzione del comma 2 con richiamo alle disposizioni che stabiliscono la proroga fino al 30/06/2023 (richiamata testualmente nella sentenza)
Usato per spiegare l'operatività delle disposizioni transitorie che rendono applicabili le norme emergenziali fino alla data indicata.
Art. 616 cod. proc. pen.
norma che consente la condanna per le spese del procedimento e il pagamento di una somma alla Cassa delle ammende quando il ricorso è dichiarato inammissibile
Applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende per profili di colpa nella proposizione del ricorso.
Giurisprudenza (Sez. Un., sent. n.12/2000, Jakani e Sez. 1, sent. n.23568/2016)
Principi sul limite della Corte di Cassazione nel riesame del merito e sulla necessità che la motivazione dei giudici di merito non sia manifestamente illogica
Richiamata per ribadire che la Cassazione non può rinnovare la valutazione degli elementi di fatto e delle prove, potendo verificare solo la razionalità intrinseca della motivazione dei giudici di merito.
Massime di principio
- La decisione in camera di consiglio è legittima se prevista da norma vigente; il difensore deve chiedere espressamente la trattazione orale o il differimento per far valere l'esigenza di partecipazione.
- Le proroghe normative straordinarie (leggi di conversione e decreti) possono estendere l'operatività di regimi processuali derogatori: verificare sempre la normativa transitoria applicabile alla data dell'udienza.
- La Cassazione non riesamina i fatti né reinterpreta le prove: per ottenere accoglimento su questioni probatorie è necessario dimostrare vizi di motivazione manifesti e non semplici alternative plausibili di ricostruzione.
- Chi propone ricorso in Cassazione rischia, se il ricorso è inammissibile e sussistono profili di colpa, la condanna al pagamento delle spese e di una somma alla Cassa delle ammende (art. 616 c.p.p.); valutare con attenzione la fondatezza formale e sostanziale del ricorso.
- Se si deduce l'estraneità dell'imputato per responsabilità attribuita a società terze, è fondamentale che tale prova sia prodotta e adeguatamente valorizzata nei gradi di merito: la mancata acquisizione o valutazione di tali elementi può essere difficilmente sanata in Cassazione.
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