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Sentenza

Sentenza n. 2584/2026 - Napoli, Sezione 9

per l'annullamento a) della Deliberazione della Giunta Comunale di Morcone, n. 270 del 29.12.2022, avente ad oggetto “Revisione Biennale delle Sedi di Farmacia –Esercizio 2022”; b) della Proposta di Giunta n. 121 del 15.11.2022, avente ad oggetto “Revisione biennale delle sedi di Farmacia –Esercizio 2022”, integralmente recepita dalla Deliberazione sub a) che precede; nonché di ogni altro atto comunque presupposto, connesso o consequenziale

Giustizia amministrativa202301137

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IXSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: deliberazione comunale di revisione biennale delle sedi farmaceutiche, con revoca della precedente delimitazione territoriale e istituzione di una zona farmaceutica unica e promiscua

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente, titolare di una farmacia operante nel Comune di Morcone, ha impugnato la deliberazione della Giunta comunale n. 270 del 29 dicembre 2022 e la relativa proposta, con cui il Comune ha revocato la precedente suddivisione del territorio comunale in circoscrizioni esclusive e ha previsto che entrambe le farmacie potessero ubicare la propria attività in qualsiasi parte del territorio comunale. Il primo motivo deduceva la violazione dell'art. 2, comma 1, della legge n. 475/1968, come modificato dall'art. 11 del d.l. n. 1/2012, sostenendo che la riforma non avrebbe eliminato l'obbligo comunale di delimitare puntualmente le sedi farmaceutiche e che la zona promiscua sarebbe preclusa. Il secondo motivo deduceva eccesso di potere per carenza di motivazione e difetto di istruttoria, poiché il Comune avrebbe recepito acriticamente l'istanza dei titolari dell'altra farmacia e avrebbe affermato la necessità di consentire l'ubicazione in locali più ampi, senza verificare concretamente l'assenza di locali adeguati nella zona di pertinenza dell'altra farmacia. Il terzo motivo deduceva eccesso di potere, sostenendo che il lungo intervallo tra l'entrata in vigore della riforma del 2012 e la revisione della pianta organica fosse indicativo della volontà di soddisfare le esigenze dei controinteressati. Il Comune ha eccepito l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, rilevando l'adozione della successiva deliberazione n. 217 del 3 dicembre 2024, relativa alla revisione della pianta organica per il biennio 2025-2026, non impugnata con motivi aggiunti.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare nel merito i motivi di violazione di legge, carenza di motivazione, difetto di istruttoria ed eccesso di potere. La deliberazione comunale n. 217 del 2024 è stata ritenuta non meramente confermativa della deliberazione del 2022, poiché contiene una motivazione significativamente integrata e autonoma. In particolare, essa considera la popolazione residente, la circostanza che la seconda farmacia sia in soprannumero, l'estensione territoriale del Comune, la distribuzione parcellizzata della popolazione, l'impossibilità di individuare distinti bacini di utenza, lo spopolamento del centro storico, l'ubicazione delle due farmacie sulla stessa strada e la finalità di consentire il trasferimento e il miglioramento dei servizi. La nuova deliberazione ha quindi rinnovato la valutazione amministrativa sulla dislocazione delle farmacie e ha costituito un nuovo atto lesivo, che il ricorrente avrebbe dovuto impugnare con motivi aggiunti. L'omessa impugnazione ha fatto venir meno l'interesse alla decisione sul precedente atto. Il ricorrente è stato condannato alle spese in favore del Comune, liquidate in euro 2.000, oltre accessori di legge e contributo unificato se versato; nulla è stato disposto quanto ai controinteressati non costituiti.

Norme richiamate

  • art. 2, comma 1, l. 475/1968

    La disposizione è stata invocata dal ricorrente per sostenere la permanenza dell'obbligo di delimitazione puntuale delle sedi farmaceutiche; il TAR non ha deciso tale questione di merito, avendo dichiarato il ricorso improcedibile.

  • art. 11 d.l. 1/2012

    La disposizione, modificativa dell'art. 2 della legge n. 475/1968, è stata richiamata nel motivo di ricorso relativo alla disciplina della delimitazione delle sedi farmaceutiche; la questione non è stata esaminata nel merito.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    È richiamato in relazione alla trattazione dell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato da remoto.

Massime di principio

  • La sopravvenuta adozione di un nuovo provvedimento amministrativo, relativo alla medesima situazione sostanziale e non impugnato dal ricorrente, può determinare la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione sul precedente atto.
  • Un provvedimento non è meramente confermativo quando contiene una motivazione significativamente integrata e nuove autonome valutazioni degli interessi e delle circostanze di fatto rilevanti; in tal caso costituisce un nuovo atto lesivo, da impugnare nei termini, anche mediante motivi aggiunti.
  • L'omessa impugnazione del nuovo provvedimento che rinnova la valutazione amministrativa sulla medesima materia rende improcedibile il ricorso contro l'atto precedente, poiché l'eventuale annullamento di quest'ultimo non sarebbe idoneo a procurare un'utilità attuale al ricorrente.

Come è indicizzato

MaterieFarmacieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiSanitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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