Cassazione Penale, Sentenza n. 24037/2022 del 22/06/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello di Torino che aveva confermato la condanna per tentato furto, resistenza a pubblico ufficiale e calunnia. Denunciava: (1) rispetto al tentato furto, erronea affermazione che gli imputati fossero sorpresi sul luogo del fatto, discrepanze tra la testimonianza oculare e le risultanze dei militari, mancanza di segni di scasso e sopralluogo effettuato molto tempo dopo; (2) rispetto alla resistenza, la condotta consisterebbe soltanto in un divincolarsi risultante da ebbrezza e quindi non idonea a integrare il reato, e le frasi minacciose prive di efficacia intimidatrice; (3) rispetto alla calunnia, la mancata considerazione della dichiarazione dell'imputato che negava di aver accusato i carabinieri e asseriva un possibile fraintendimento dovuto all'ebbrezza.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Motivi: il ricorso chiedeva una rivalutazione del materiale probatorio (giudizio di merito) che è precluso al giudice di legittimità; le conclusioni difensive depositate telematicamente sono pervenute oltre il termine previsto e non sono state considerate; la ricostruzione difensiva non ha confutato criticamente passaggi chiave della motivazione di merito (riconoscimento da parte del testimone, individuazione degli imputati con gli stessi abiti, anticipazione da parte del ricorrente di accuse verso i carabinieri prima del ricovero, incongruità del racconto in ospedale, e la contestualità delle frasi minacciose con comportamento oppositivo). Conseguenze: condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.
Norme richiamate
art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020 conv. dalla legge n. 176 del 2020
Disciplina il termine per la trasmissione delle conclusioni scritte; le conclusioni depositate oltre il termine di cinque giorni prima dell'udienza non possono essere tenute in considerazione dalla Corte.
art. 616 cod. proc. pen.
Stabilisce che l'inammissibilità del ricorso in Cassazione comporta la condanna del proponente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende; la Corte ha concretamente fissato tale somma in euro tremila, valutando la manifesta infondatezza degli argomenti.
Corte Cost., sent. n. 186 del 13 giugno 2000
Principio giurisprudenziale richiamato in tema di dovere di condanna per inammissibilità quando non sussiste assenza di colpa del ricorrente nella determinazione della causa d'inammissibilità.
Massime di principio
- La Corte di cassazione non rivede il fatto né rivaluta il materiale probatorio: i ricorsi che chiedono una diversa valutazione dei fatti sono inammissibili.
- È essenziale rispettare i termini formali di deposito (es. conclusioni scritte) previsti dalla normativa telematica; il mancato rispetto può rendere inutilizzabili le deduzioni difensive.
- Per impugnare con successo una decisione in sede di legittimità bisogna dimostrare violazioni di legge o vizi logici della motivazione che siano specifici e mirati, non semplicemente presentare una ricostruzione alternativa dei fatti.
- La credibilità delle prove testimoniali e il raccordo con le attività di identificazione da parte delle forze dell'ordine sono passaggi decisivi in sede di merito: il loro apprezzamento è rimesso al giudice di merito e difficilmente sindacabile in Cassazione salvo errori di diritto o macroscopiche illogicità.
- L'ubriachezza non esclude automaticamente la responsabilità penale né rende inattendibili ex se le dichiarazioni o la condotta dell'imputato; occorre dimostrare un effetto probatorio concreto e valutabile.
- Frasi minacciose, se contestuali a un comportamento oppositivo anche fisico, possono integrare la resistenza o contribuire a valutare l'intimidazione, pur in assenza di lesioni agli agenti.
- In casi di calunnia, la temporalità e il contenuto delle dichiarazioni rispetto agli altri elementi probatori (es. dichiarazioni anticipate all'autorità prima del ricovero) possono essere decisive per la valutazione della falsità e della mendacità.
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