Cassazione Civile, Ordinanza n. 11647/2026 del 29/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)
La controversia
Due soggetti comproprietari di un'autovettura hanno agito per il risarcimento dei danni subiti dal veicolo a seguito dell'impatto con un capriolo avvenuto su una strada provinciale. In primo grado la domanda era stata accolta, con affermazione di responsabilità della Regione; in appello la decisione è stata riformata e la domanda rigettata. In cassazione i ricorrenti hanno dedotto, con un primo motivo, violazione degli artt. 113 c.p.c. e 2052 c.c., sostenendo che la fattispecie dovesse essere sussunta nella responsabilità speciale da danno cagionato da animali e che la Regione dovesse rispondere senza necessità di prova della colpa, oltre a lamentare la mancata applicazione dei principi già affermati dalla giurisprudenza di legittimità in tema di fauna selvatica. Con il secondo motivo hanno dedotto violazione dell'art. 2043 c.c. e dell'art. 84 del regolamento del codice della strada, assumendo che la Regione fosse comunque responsabile per non avere installato segnali di pericolo su una strada notoriamente teatro di attraversamenti di animali selvatici. La Corte ha però ritenuto che, anche riqualificando la domanda nell'alveo dell'art. 2052 c.c., restasse a carico del danneggiato la prova rigorosa della esatta dinamica del sinistro e della riconducibilità causale dell'evento al comportamento dell'animale, prova che il giudice di merito aveva ritenuto carente perché non risultava accertata la condotta di guida del conducente né la dinamica completa dell'incidente. Ha inoltre escluso la rilevanza della responsabilità aquiliana ex art. 2043 c.c. perché, in tali ipotesi, il titolo applicabile è quello dell'art. 2052 c.c. e comunque la domanda era già infondata per difetto di prova causale.
La decisione
La Corte ha rigettato integralmente il ricorso. Ha ritenuto in parte inammissibile e in parte infondato il primo motivo, perché la questione della riqualificazione ex art. 2052 c.c. non era decisiva rispetto al nucleo della motivazione di merito, imperniata sulla carente prova della dinamica del sinistro; ha considerato inammissibile il secondo motivo, perché irrilevante il richiamo all'art. 2043 c.c. e comunque assorbito dal difetto di prova della dinamica e del nesso causale. Le spese del giudizio di legittimità sono state integralmente compensate e, ai sensi dell'art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002, è stato dato atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
art. 113 c.p.c.
Richiamato come parametro di censura nel primo motivo; non assume un autonomo ruolo decisivo nella ratio della decisione.
art. 2052 c.c.
È il criterio di imputazione ritenuto applicabile ai danni cagionati da fauna selvatica; non richiede la prova di una colpa del proprietario o utilizzatore dell'animale, ma impone al danneggiato la prova rigorosa della dinamica del sinistro e del nesso causale tra comportamento dell'animale ed evento dannoso.
art. 360, primo comma, num. 3, c.p.c.
Usato come parametro dei motivi di ricorso per violazione di legge.
art. 1227, primo comma, c.c.
Richiamato per la valutazione dell'eventuale concorso causale della condotta di guida del danneggiato nella produzione del danno.
art. 2043 c.c.
Ritenuto non decisivo nel caso concreto, perché i danni da fauna selvatica vengono ricondotti al diverso criterio di cui all'art. 2052 c.c.; comunque non poteva superare il difetto di prova sulla dinamica del sinistro.
art. 84 del regolamento codice della strada
Invocato per sostenere l'omessa installazione di segnali di pericolo, ma ritenuto irrilevante ai fini del decidere in presenza del diverso e assorbente problema probatorio.
art. 118 disp. att. c.p.c.
Richiamato per dare continuità ai principi di diritto recentemente enunciati dalla Corte.
art. 380-bis.1 c.p.c.
Richiamato solo per la trattazione in camera di consiglio.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002
Applicato per dare atto dell'obbligo dell'ulteriore contributo unificato in caso di rigetto del ricorso.
art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115/2002
Richiamato come parametro di commisurazione dell'ulteriore importo dovuto.
Massime di principio
- Nelle domande risarcitorie per danni da fauna selvatica, il titolo di responsabilità va ricondotto all'art. 2052 c.c., quale criterio oggettivo di imputazione, senza necessità di allegare o provare la colpa dell'ente proprietario o gestore.
- Il danneggiato deve provare in modo completo e rigoroso la esatta dinamica del sinistro: non basta dimostrare la mera presenza dell'animale sulla carreggiata o il semplice urto tra veicolo e animale.
- La prova deve riguardare anche la condotta di guida del conducente e la sua incidenza causale, perché il giudice deve valutare se il comportamento dell'animale sia stato causa esclusiva o concorrente del danno e se vi sia concorso colposo del danneggiato ex art. 1227, primo comma, c.c.
- In mancanza di una prova positiva, certa e completa della dinamica dell'incidente e del nesso causale con il comportamento dell'animale, la domanda risarcitoria deve essere rigettata, anche se sia astrattamente configurabile la responsabilità ex art. 2052 c.c.
- La qualificazione giuridica del titolo di responsabilità è distinta dalla qualificazione della domanda: il giudice può applicare una diversa regola di responsabilità rispetto a quella invocata, purché i fatti accertati lo consentano e non vi sia giudicato sugli elementi costitutivi già definiti.
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