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Sentenza

Sentenza n. 1146/2026 - Salerno, Sezione 2

Giustizia amministrativa202600828

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento del SUAP di annullamento d’ufficio del permesso di costruire n. 24 del 13 giugno 2023, nonché gli atti del relativo procedimento di autotutela

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (titolare del permesso)

Prevale il privato

La controversia

La società ha impugnato l’annullamento d’ufficio del permesso di costruire rilasciato all’esito di una conferenza di servizi per una variante urbanistica connessa a una struttura ricettiva. Ha dedotto, tra l’altro, la violazione degli artt. 8 d.P.R. 160/2010, 7, 10-bis, 14, 14-quater e 21-nonies l. 241/1990, del principio del contrarius actus, nonché eccesso di potere per arbitrarietà, perplessità, difetto di motivazione e di istruttoria, travisamento dei fatti, sviamento, illogicità e contraddittorietà. In particolare, ha contestato che il Comune avesse qualificato come falsa rappresentazione dello stato dei luoghi l’omessa indicazione, negli elaborati allegati all’istanza, di opere che sarebbero state realizzate successivamente alla presentazione dell’istanza stessa. La ricorrente ha inoltre sostenuto che alcune opere fossero già state legittimate da un precedente permesso di costruire in sanatoria e che, per le altre, fosse stata presentata una successiva istanza edilizia. Il Comune ha difeso l’autotutela sostenendo che la realizzazione delle opere, pur successiva alla domanda, integrasse una falsa rappresentazione o comunque un comportamento ingannevole idoneo a incidere sulla formazione del titolo edilizio.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso nei limiti esaminati e ha annullato il provvedimento di annullamento d’ufficio del permesso di costruire. Ha ritenuto fondata la censura di difetto di istruttoria e di carenza dei presupposti dell’autotutela: le opere considerate abusive dal Comune, ossia i solai degli edifici denominati “ampliamento” e “servizi”, risultavano successive alla presentazione dell’istanza edilizia. Pertanto, la loro mancata rappresentazione negli elaborati originari non poteva essere qualificata come dichiarazione o rappresentazione falsa rilevante ai fini dell’annullamento d’ufficio del titolo, non trattandosi di opere preesistenti alla domanda. Il Comune conserva comunque i propri poteri di vigilanza edilizia e repressivi e può adottare i provvedimenti sanzionatori eventualmente necessari per opere abusive successive all’istanza. Il Tribunale non ha esaminato la censura relativa alla motivazione sull’interesse pubblico all’annullamento, ritenendo assente il presupposto stesso dell’autotutela; ha tuttavia precisato, in prospettiva conformativa, che l’annullamento d’ufficio di un titolo edilizio richiede l’illegittimità originaria del provvedimento, un interesse pubblico attuale, la considerazione degli interessi dei destinatari, il rispetto di un termine ragionevole e un’adeguata motivazione. La sentenza è stata resa in forma semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a. e le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 8 d.P.R. 160/2010

    Richiamato con riferimento al procedimento unico e al rilascio del titolo edilizio nell’ambito dello SUAP; il provvedimento non sviluppa una specifica interpretazione della disposizione.

  • artt. 7 e 10-bis l. 241/1990

    Richiamati in relazione alla comunicazione di avvio del procedimento di autotutela e alla comunicazione dei motivi ostativi; il giudizio si concentra tuttavia sul difetto dei presupposti sostanziali dell’annullamento d’ufficio.

  • artt. 14 e 14-quater l. 241/1990

    Richiamati in relazione alla conferenza di servizi e al principio del contrarius actus; la sentenza non decide specificamente la censura procedimentale sulla mancata riconvocazione della conferenza.

  • art. 21-nonies l. 241/1990

    L’annullamento d’ufficio di un titolo edilizio presuppone un’illegittimità originaria del provvedimento e non può fondarsi sulla qualificazione come falsa rappresentazione dell’omessa indicazione di opere realizzate dopo la presentazione dell’istanza. Richiede inoltre, in linea di principio, un interesse pubblico attuale, la considerazione degli interessi dei destinatari, il rispetto di un termine ragionevole e una motivazione adeguata.

  • art. 60 c.p.a.

    Ha consentito la definizione della controversia con sentenza in forma semplificata nella sede cautelare, previa informazione alle parti.

Massime di principio

  • Ai fini dell’annullamento d’ufficio di un titolo edilizio per falsa o omessa rappresentazione dello stato dei luoghi, la rappresentazione deve essere valutata con riferimento alla situazione esistente al momento della presentazione dell’istanza: la mancata indicazione di opere realizzate successivamente non integra, di per sé, una falsa rappresentazione dei presupposti originari del titolo.
  • L’amministrazione non può utilizzare l’autotutela decisoria per sanzionare opere abusive sopravvenute rispetto all’istanza edilizia, quando tali opere non abbiano falsato la rappresentazione dello stato dei luoghi rilevante per il rilascio del titolo; deve invece esercitare, ove ne ricorrano i presupposti, i propri autonomi poteri di vigilanza e repressione edilizia.
  • L’annullamento d’ufficio di un titolo edilizio richiede, oltre all’illegittimità originaria del provvedimento, un interesse pubblico attuale e concreto, la ponderazione degli interessi dei destinatari, il rispetto di un termine ragionevole e una motivazione che dia conto di tali presupposti.
  • Il difetto di istruttoria sulla preesistenza delle opere e sulla loro collocazione temporale rispetto alla domanda edilizia determina l’illegittimità dell’annullamento d’ufficio quando l’amministrazione fondi l’autotutela sull’asserita falsità della rappresentazione originaria.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziAbusi edilizi e sanzioniAutotutela
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneEccesso di potere

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