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Sentenza

Sentenza n. 4436/2026 - Roma, Sezione 1T

per accertamento del diritto dei ricorrenti – ex appartenenti alla Guardia di Finanza, in quiescenza – alla riparametrazione e ricalcolo della retribuzione percepita per ogni ora di prestazione di lavoro straordinario prestata, con inclusione nella determinazione della retribuzione-parametro della indennità pensionabile, nonché per l’accertamento del diritto a percepire le somme dovute a titolo di retribuzione per lavoro straordinario maturate e non corrisposte, previo ricalcolo della retribuzione a tale titolo dovuta con inclusione nella retribuzione - parametro della indennità mensile pensionabile e conseguente condanna dell’Amministrazione al pagamento del dovuto.

Giustizia amministrativa202301419

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IVSentenzaAzione di accertamento

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni statali)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti, ex appartenenti alla Guardia di Finanza collocati in quiescenza, hanno proposto un’azione di accertamento del diritto alla riparametrazione e al ricalcolo della retribuzione spettante per ogni ora di lavoro straordinario, includendo l’indennità pensionabile nella retribuzione-parametro. Hanno chiesto altresì l’accertamento del diritto a percepire le somme maturate e non corrisposte a titolo di lavoro straordinario, previo ricalcolo, nonché la condanna delle amministrazioni al pagamento delle differenze dovute. Dopo la costituzione in giudizio delle amministrazioni intimate, i ricorrenti hanno dichiarato di non avere più interesse all’azione e hanno chiesto che il Tribunale ne prendesse atto, con compensazione delle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., prendendo atto della dichiarazione dei ricorrenti di non avere più interesse alla decisione. Non è stata quindi esaminata nel merito la pretesa relativa al ricalcolo della retribuzione per lavoro straordinario e al pagamento delle differenze. Le spese di giudizio sono state compensate tra le parti, in ragione delle peculiarità della vicenda e del richiamo alla sentenza del Consiglio di Stato n. 5346/2025.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione determina l’improcedibilità del ricorso.

  • art. 13-quater disp. att. c.p.a.

    La disposizione è richiamata in relazione all’istanza depositata dalla parte ricorrente, senza che il testo espliciti ulteriori profili interpretativi.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    La disposizione è richiamata quale disciplina dell’udienza camerale tenuta da remoto, senza ulteriori profili interpretativi nel testo.

Massime di principio

  • La dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla decisione, quando intervenga nel corso del giudizio, comporta la dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
  • In presenza di peculiarità della vicenda processuale, il giudice amministrativo può compensare integralmente le spese di giudizio, anche quando il ricorso sia dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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