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Sentenza

Sentenza n. 1371/2026 - Roma, Sezione 2T

per l’ottemperanza della sentenza n. 14212/2025, con vittoria di spese, diritti ed onorari di lite da distrarsi in favore del procuratore antistatario.

Giustizia amministrativa202514095

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II terSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del TAR Lazio n. 14212/2025, mediante omessa riedizione del procedimento e omessa adozione di un provvedimento espresso sull’istanza di occupazione permanente di suolo pubblico

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (gestore attività commerciale)

Prevale il privato

La controversia

La società aveva originariamente impugnato il diniego opposto da Roma Capitale alla domanda di occupazione permanente di suolo pubblico a servizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande. Il ricorso era stato accolto con la sentenza n. 14212/2025, per violazione delle garanzie partecipative, poiché il provvedimento di diniego era stato motivato con argomenti non previamente comunicati nel preavviso di rigetto, nonché per difetto di istruttoria. Dopo l’annullamento del diniego, la società ha proposto ricorso per ottemperanza deducendo che Roma Capitale non aveva rieditato il procedimento né adottato un provvedimento espresso sulla relativa istanza. Ha chiesto che fosse ordinata l’esecuzione della sentenza, con prescrizione di modalità e termini.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza, ritenendo sussistenti i requisiti di legge e accertando, sulla base della documentazione non contestata dall’amministrazione, la mancata esecuzione della precedente sentenza. Ha ordinato a Roma Capitale di dare piena e completa ottemperanza alla sentenza n. 14212/2025 entro trenta giorni dalla notificazione o, se anteriore, dalla comunicazione in via amministrativa della presente decisione, adottando un provvedimento espresso sull’istanza della società. Ha precisato che, in caso di persistente inottemperanza, su istanza della parte interessata potrà essere nominato un commissario ad acta, con oneri a carico dell’amministrazione soccombente. Roma Capitale è stata inoltre condannata alla rifusione delle spese di lite, liquidate in euro 1.000,00 oltre oneri e accessori, alla restituzione del contributo unificato e alla distrazione delle spese in favore del procuratore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.a.

    La sentenza è pronunciata nell’ambito del giudizio di ottemperanza volto a ottenere l’esecuzione della precedente sentenza del giudice amministrativo.

  • art. 114 c.p.a.

    Il giudice dell’ottemperanza ordina all’amministrazione di eseguire il giudicato entro un termine determinato e può disporre, in caso di persistente inottemperanza, la nomina di un commissario ad acta.

Massime di principio

  • Quando una sentenza amministrativa annulla un provvedimento e impone la riedizione del potere, l’amministrazione è tenuta a riattivare il procedimento e ad adottare un provvedimento espresso nel rispetto dei vincoli derivanti dalla pronuncia.
  • La mancata riedizione del procedimento e l’omessa adozione di un provvedimento espresso dopo l’annullamento dell’atto costituiscono inottemperanza al giudicato, accertabile sulla base della documentazione in atti non contestata dall’amministrazione.
  • Nel giudizio di ottemperanza il giudice può fissare all’amministrazione un termine per l’esecuzione del giudicato e prevedere, in caso di persistente inerzia, la successiva nomina di un commissario ad acta su istanza di parte, ponendo i relativi oneri a carico dell’amministrazione soccombente.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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