Cassazione Civile, Sentenza n. 24701/2023 del 17/08/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La controversia riguarda la domanda di rimborso IVA relativa all'anno 1999: il credito era originario della Cirio S.p.A., ceduto alla Faber Factor S.p.A. e successivamente trasferito alla Lanzone Due in qualità di assuntore del concordato della Faber. L'Agenzia ha opposto un provvedimento di sospensione/fermo amministrativo riferito a crediti fiscali vantati nei confronti della Cirio e, in esito a mancata risposta all'istanza di rimborso presentata dalla Lanzone (silenzio-rifiuto), la società ha impugnato l'inerzia. Questioni giuridiche principali: se la disciplina del rimborso IVA (art. 38-bis DPR 633/1972) escluda l'applicabilità del potere di sospensione previsto dall'art. 69 R.D. 2440/1923; la opponibilità del provvedimento di fermo notificato al cedente al cessionario; e profili processuali di omessa pronuncia e ultra petita nella motivazione di merito.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso della Lanzone Due. Ha confermato che il provvedimento di sospensione/fermo ai sensi dell'art. 69 R.D. 2440/1923 è legittimo come misura cautelare in autotutela dell'Amministrazione, idoneo a sospendere il rimborso in presenza di una 'ragione di credito' dell'Erario verso il cedente. Ha inoltre affermato che la disciplina dell'art. 38-bis non esclude l'applicabilità dell'art. 69 e che il cessionario non acquista una posizione soggettiva più ampia di quella del cedente: il Fisco può opporre al cessionario le eccezioni che erano opponibili al cedente. Le doglianze sulla omessa pronuncia e sull'ultra petita sono state ritenute infondate. Sentenza impugnata confermata; ricorso rigettato. Condanna della ricorrente al pagamento delle spese di giudizio di legittimità, liquidate in euro 6.000,00 oltre oneri.
Norme richiamate
art. 38-bis d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633
art. 38-bis del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633
Regola i rimborsi IVA e prevede garanzie per l'Amministrazione qualora il credito sia insussistente; tuttavia non esclude la possibilità per l'Amministrazione di adottare misure cautelari di sospensione del pagamento ai sensi dell'art. 69 R.D. 2440/1923.
art. 69 R.D. 18 novembre 1923, n. 2440
art. 69 del R.D. 18 novembre 1923, n. 2440
Il provvedimento di sospensione previsto dall'art. 69 costituisce una misura cautelare di autotutela dell'Amministrazione finalizzata a preservare la possibilità di compensazione con crediti dell'Erario; la sua adozione richiede il fumus boni iuris della ragione di credito vantata dall'Amministrazione e non la prova del periculum in mora.
art. 112 cod. proc. civ.
Principio del contraddittorio e obbligo di motivazione; le doglianze per omessa pronuncia o ultra petita sono valutate dalla Corte alla luce del contenuto effettivo della decisione e delle questioni effettivamente dedotte e decise.
art. 360, primo comma, n. 3 e n. 4 cod. proc. civ.
art. 360 primo comma nn. 3 e 4 cod. proc. civ.
Censura in cassazione per violazione di norme di diritto (n.3) e per omessa pronuncia (n.4); la Corte ha ritenuto infondate le censure perché i punti dedotti erano stati affrontati e motivati nella decisione impugnata o non erano stati posti correttamente in termini tali da integrare omessa pronuncia.
artt. 3 e 24 Cost.
La Corte richiama che la disciplina del fermo amministrativo non presenta profili di illegittimità costituzionale rispetto agli artt. 3 e 24 Cost., essendo bilanciata dalle garanzie previste e dalla possibilità di verifica giurisdizionale.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115
art. 13, comma 1quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115
Norma processuale richiamata per attestare sussistenza dei presupposti processuali per il versamento (richiami formali nella liquidazione delle spese).
Massime di principio
- Il potere di sospendere/fermare un rimborso IVA ai sensi dell'art. 69 R.D. 2440/1923 costituisce una misura cautelare di autotutela che l'Amministrazione può esercitare quando vanti presunti crediti verso il cedente; per la sua adozione è sufficiente il fumus boni iuris della pretesa erariale.
- La disciplina dell'art. 38-bis (rimborsi IVA) non esclude automaticamente l'applicazione dell'art. 69: le due norme hanno funzioni diverse e possono coesistere; il fermo può legittimamente impedire il pagamento in attesa dell'esito del contenzioso.
- Il cessionario del credito acquista il diritto al rimborso ma non può assumere una posizione più ampia rispetto al cedente: l'Amministrazione può opporre al cessionario le eccezioni che erano opponibili al cedente (anche relative a fatti e provvedimenti antecedenti o noti alla stessa).
- Per ottenere efficacemente il rimborso quando esiste un provvedimento di fermo notificato al cedente, è necessario impugnare il provvedimento di fermo o altrimenti rimuoverne gli effetti; il mero trasferimento della titolarità del credito al cessionario non annulla automaticamente l'opponibilità del fermo.
- In sede di impugnazione in Cassazione, le doglianze su omessa pronuncia o ultra petita saranno rigettate se il giudice di merito ha effettivamente affrontato e motivato le questioni rilevanti o se la questione non era stata posta correttamente dal ricorrente.
- Prassi consigliata: prima di chiedere o incassare rimborsi IVA su crediti ceduti, verificare l'assenza di fermi/contenziosi pendenti contro il cedente e, se presenti, procedere all'impugnazione del provvedimento di fermo o richiedere garanzie/accordo con l'Amministrazione per evitare il rischio di silenzio-rifiuto.
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