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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16181/2024 del 18/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore ha impugnato l'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di revoca del beneficio della sospensione condizionale della pena concessa a Meister. Il motivo unico di ricorso era che non era stato fissato un termine entro cui l'imputato doveva demolire l'opera abusiva (e ripristinare lo stato dei luoghi) condizione cui era subordinato il beneficio: tale termine sarebbe comunque risultato decaduto, atteso che il decreto penale di condanna era divenuto esecutivo il 29.12.2018 e l'immobile sarebbe stato successivamente ceduto a terzi, sicché il Meister avrebbe avuto la disponibilità dell'opera per un periodo sufficiente e non avrebbe adempiuto, né prima né dopo la cessione, senza che l'impossibilità di demolire potesse ritenersi a lui non imputabile.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Procuratore. Ha ritenuto che il ricorrente non avesse allegato e provato in modo idoneo la cessione di proprietà dell'immobile e la conseguente inesistenza di cause di impossibilità non imputabili al Meister. Nel provvedimento impugnato il tribunale aveva riferito soltanto che, in sede di separazione, gli ex coniugi avevano stabilito che la moglie "mantenesse" la proprietà esclusiva, senza ulteriori precisazioni; ciò non consente di accertare con certezza che l'impossibilità di adempiere non fosse reale o che fosse imputabile al Meister. Per tali ragioni la Corte ha confermato la decisione di merito e ha respinto il ricorso per Cassazione.

Norme richiamate

  • sospensione condizionale della pena

    La Corte applica il principio secondo cui il mantenimento del beneficio della sospensione condizionale dipende dall'adempimento delle condizioni impostegli; la revoca può essere disposta solo se è dimostrato il mancato adempimento e l'assenza di cause estranee che abbiano reso l'adempimento impossibile o non imputabile al beneficiario.

  • decreto penale di condanna

    Il decreto penale di condanna ha natura esecutiva e la sua esecutività individua il periodo in cui il condannato era tenuto ad adempiere alle prescrizioni; tuttavia, la mera esecutività non basta a dimostrare la disponibilità effettiva dell'imputato a provvedere se non è provata la concreta situazione di proprietà o disponibilità dell'immobile.

Massime di principio

  • La revoca della sospensione condizionale della pena richiede prova adeguata e specifica del mancato adempimento della condizione: l'onere probatorio grava sul soggetto che chiede la revoca (in genere il Pubblico Ministero).
  • Se il difensore o il giudice indica un'impossibilità di adempiere addebitabile a fatti non imputabili al condannato (es. perdita di disponibilità dell'immobile), la revoca non può essere automaticamente disposta: occorre valutare concretamente le cause e la loro imputabilità.
  • Accordi civili (es. dichiarazioni in sede di separazione che prevedono il "mantenimento" della proprietà) non sono automaticamente idonei a provare la cessazione della disponibilità dell'imputato; è necessaria documentazione probatoria chiara e completa sulla titolarità e sulla effettiva possibilità di eseguire le prestazioni richieste.
  • Il periodo di esecutività del titolo (es. decreto penale) può aiutare a delimitare il tempo utile per adempiere, ma non sostituisce la prova circa la concreta capacità di esecuzione dell'obbligo; il giudice valuta caso per caso la sussistenza di cause di impossibilità non imputabili.
  • Per ottenere la revoca del beneficio della sospensione condizionale è quindi utile dimostrare: a) mancato adempimento nella misura richiesta, b) assenza di impedimenti non imputabili all'imputato, c) titolo di disponibilità (proprietà/posizione giuridica) dell'immobile nei periodi rilevanti.

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