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Sentenza

Sentenza n. 305/2026 - Bologna, Sezione 2

per l’ottemperanza della sentenza n. 113/2024 del Tribunale di Forlì, Sezione Lavoro, pubblicata in data 28.05.2024.

Giustizia amministrativa202501506

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario che aveva riconosciuto il diritto alla Carta del docente per cinque annualità, oltre interessi

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha agito per l’ottemperanza della sentenza n. 113/2024 del Tribunale di Forlì, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il suo diritto a percepire la Carta del docente per cinque annualità, oltre interessi. La domanda non comprendeva le spese legali liquidate nel giudizio davanti al giudice ordinario. La sentenza ottemperanda era passata in giudicato ed era stata notificata al domicilio reale dell’Amministrazione, con conseguente decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dalla legge per l’esecuzione spontanea. Nonostante ciò, il Ministero non aveva adempiuto e non si era costituito nel giudizio di ottemperanza.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo integrata la perdurante inadempienza del Ministero rispetto alle statuizioni della sentenza passata in giudicato. Ha ordinato al Ministero dell’Istruzione e del Merito di dare esecuzione alla sentenza ottemperanda, detratto quanto eventualmente già corrisposto, entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione amministrativa della sentenza. Per l’eventuale ulteriore inadempimento, il TAR ha nominato fin d’ora un commissario ad acta, individuato nel Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna o in un funzionario delegato, da attivarsi su istanza della ricorrente e con termine di 90 giorni per gli adempimenti sostitutivi. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in 1.000 euro oltre spese generali e oneri accessori, nonché alla restituzione del contributo unificato, con distrazione in favore dei difensori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina il giudizio di ottemperanza; il TAR lo ha utilizzato per ordinare all’Amministrazione l’esecuzione della sentenza passata in giudicato e per predisporre la nomina del commissario ad acta in caso di ulteriore inadempimento.

Massime di principio

  • Il giudizio di ottemperanza è esperibile quando una sentenza passata in giudicato non sia stata spontaneamente eseguita dall’amministrazione obbligata, dopo la notificazione della pronuncia e il decorso del termine dilatorio previsto dalla legge.
  • In presenza di perdurante inadempimento dell’amministrazione, il giudice dell’ottemperanza può ordinare l’esecuzione delle statuizioni contenute nella sentenza entro un termine assegnato, tenendo conto di quanto eventualmente già corrisposto.
  • Il giudice dell’ottemperanza può nominare fin da subito un commissario ad acta, da attivarsi su istanza della parte vittoriosa, per provvedere in via sostitutiva qualora l’amministrazione non esegua l’ordine giudiziale entro il termine assegnato.
  • Nel giudizio di ottemperanza le spese seguono la soccombenza quando l’amministrazione, pur ritualmente evocata, non abbia adempiuto alla sentenza e non si sia costituita in giudizio.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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