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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23768/2026 del 26/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (magistrato di sorveglianza)

La controversia

La vicenda riguarda una richiesta del Procuratore della Repubblica di Catanzaro di conversione in libertà controllata di una pena pecuniaria inflitta con sentenza definitiva a un condannato. Il Magistrato di sorveglianza di Catanzaro aveva dichiarato la propria incompetenza, ritenendo rilevante la residenza del condannato risultante al momento della propria decisione e individuando quindi la competenza in capo a Pavia. Il Magistrato di sorveglianza di Pavia ha però sollevato conflitto negativo, osservando che, alla data di presentazione della richiesta di conversione da parte del pubblico ministero, il condannato risultava residente nel Comune di Isola di Capo Rizzuto, e quindi la competenza territoriale doveva radicarsi presso Catanzaro ai sensi dell'art. 677, comma 2, c.p.p. La Corte è stata quindi investita della sola questione di competenza territoriale in materia di sorveglianza.

La decisione

La Corte ha ritenuto ammissibile il conflitto negativo di competenza e lo ha risolto dichiarando la competenza del Magistrato di sorveglianza di Catanzaro. Ha valorizzato il criterio di cui all'art. 677, comma 2, c.p.p., secondo cui, per l'interessato non detenuto né internato, la competenza spetta al giudice di sorveglianza del luogo di residenza o domicilio al momento rilevante. Poiché, alla data di presentazione dell'istanza del pubblico ministero (05/06/2024), il condannato risultava residente a Isola di Capo Rizzuto, la competenza è stata radicata presso Catanzaro, con trasmissione degli atti a tale ufficio.

Norme richiamate

  • art. 677 comma 2 cod. proc. pen.

    quando l'interessato non è detenuto né internato, la competenza, se la legge non dispone diversamente, appartiene al Tribunale o al Magistrato di sorveglianza che ha giurisdizione sul luogo in cui l'interessato ha la residenza o il domicilio

    La competenza territoriale in materia di sorveglianza per il soggetto libero si determina in base al luogo di residenza o domicilio al momento della presentazione dell'istanza, non sulla base di valutazioni successive o del luogo ritenuto competente in concreto da un diverso ufficio.

Massime di principio

  • Nei procedimenti di sorveglianza relativi a soggetti non detenuti né internati, il criterio generale di competenza territoriale è quello del luogo di residenza o domicilio dell'interessato, salvo diversa previsione di legge.
  • Ai fini della ripartizione della competenza, rileva la situazione esistente al momento della presentazione dell'istanza del pubblico ministero o della parte interessata, non un dato successivo.
  • Se due uffici di sorveglianza declinano la competenza, il conflitto negativo è ammissibile e deve essere risolto dalla Corte individuando l'ufficio territorialmente competente in base al criterio legale applicabile.
  • Nel procedimento di conversione della pena pecuniaria in libertà controllata, la competenza segue la regola generale della sorveglianza per il condannato libero ex art. 677, comma 2, c.p.p.

Come è indicizzato

MaterieCompetenzaMisure alternative
RamiProcesso penaleEsecuzione penale

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