Cassazione Penale, Sentenza n. 12313/2026 del 01/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Vizio di motivazione per travisamento della prova per omissione: il Tribunale ha assolto l'imputato ritenendo che, in esito alla perquisizione personale, non fosse stata rinvenuta la refurtiva (due accendini e circa 4 euro) e ha dato credito alla versione difensiva che l'auto fosse già stata forzata da terzi. Tuttavia dagli atti (verbale di arresto e querela) risultava invece che nelle tasche dell'imputato erano stati trovati due accendini e 4 euro, poi restituiti alla persona offesa, circostanza non valutata dal giudice e decisiva ai fini della decisione
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso per cassazione, ritenendo fondato il motivo (travisamento per omissione), ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio al Tribunale di Torino per nuovo giudizio su diversa persona fisica. Nel decidere la Corte ha inoltre esaminato la portata delle modifiche normative sull'appellabilità delle sentenze di proscioglimento (art. 593 c.2 cod. proc. pen. e legge n.114/2024) e ribadito i limiti e le ragioni dell'inappellabilità per talune fattispecie
Norme richiamate
art. 442 cod. proc. pen.
Richiamato come norma relativa alla sentenza emessa in sede di convalida dell'arresto; il Tribunale aveva pronunciato sentenza ex art. 442.
art. 624 e art. 625 comma 1 nn. 2 e 7 cod. pen.
Norme che individuano il reato contestato (furto e aggravanti): sono le fattispecie per le quali l'imputato era stato assolto in primo grado.
art. 593 comma 2 cod. proc. pen.
La Corte interpreta la recente modifica (legge 9 agosto 2024, n.114) nel senso che le sentenze di proscioglimento per i reati indicati dall'art. 550 cc. 1 e 2 sono inappellabili dal pubblico ministero e che tale inappellabilità si estende anche alle sentenze pronunciate in rito abbreviato; la discussione serve a delimitare l'ambito dei poteri impugnatori del PM.
art. 550 commi 1 e 2 cod. proc. pen.
Richiamato come elenco di reati per i quali si applica la particolare disciplina (proscioglimento inappellabile dal PM, secondo la modifica normativa esaminata).
art. 443 cod. proc. pen.
Richiamato in relazione al rito abbreviato e alla disciplina dell'appello: la Corte richiama la giurisprudenza e la disciplina storica per spiegare le ragioni per cui la inappellabilità del PM deve essere interpretata anche rispetto alle sentenze emesse in rito abbreviato.
legge 20 febbraio 2006 n. 46 ("legge Pecorella")
Citata per ricostruire l'evoluzione normativa sull'appellabilità delle sentenze di proscioglimento e le successive pronunce costituzionali che hanno inciso sull'ambito di impugnazione del PM.
art. 603 comma 2 cod. proc. pen.
Citato nel quadro storico-normativo relativo ai limiti all'appello del pubblico ministero; rilevanza nel confronto tra diverse formulazioni normative.
art. 444 cod. proc. pen.
Richiamato marginalmente nel confronto tra norme speciali e generali: la Corte osserva che tra norme speciali e generali, la lex specialis riferita ai reati di cui all'art. 550 va considerata nella valutazione dell'appellabilità.
Massime di principio
- La mancata valutazione di atti che contengono elementi probatori decisivi (es. verbale di arresto, querela) configura travisamento della prova per omissione e può giustificare l'annullamento della sentenza in Cassazione.
- Il giudice di merito deve esaminare e motivare espressamente il trattamento di ciascun elemento probatorio rilevante: l'accertamento del possesso di refurtiva sull'imputato è fattore probatorio decisivo nelle ipotesi di furto.
- Quando la refurtiva è stata materialmente rinvenuta nella disponibilità dell'imputato e poi restituita alla vittima, la versione difensiva che invoca il mero riparo o il fatto che l'auto fosse già forzata da altri richiede una motivazione che spieghi perché tale dato non sia decisivo.
- Le modifiche legislative sull'appellabilità delle sentenze di proscioglimento (art. 593 c.2 e legge n.114/2024) restringono i poteri impugnatori del pubblico ministero per specifiche fattispecie; occorre tuttavia verificare con attenzione la natura della pronuncia (assoluzione vs proscioglimento) e la possibilità di ricorso per cassazione nei termini previsti.
- In situazioni analoghe, procedere a verificare documentalmente tutte le fonti del compendio probatorio (verbali di arresto, sequestri, denunce/querela, atti di restituzione) e segnalare nel provvedimento motivazioni esplicite se si ritiene che tali documenti non incidano sulla decisione.
- Il ricorso per cassazione è efficace quando è dimostrabile la 'palese difformità' tra i fatti risultanti dagli atti e le conclusioni del giudice di merito; la parte che impugna dovrà evidenziare chiaramente il punto di omissione o travisamento.
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