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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30216/2023 del 12/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso l'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di revoca o di sostituzione della custodia cautelare in carcere, nell'ambito di indagini per reati connessi alla detenzione e cessione di sostanze stupefacenti (cocaina). Il ricorrente censura la motivazione per mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità: sostiene che le intercettazioni e gli elementi probatori non dimostrerebbero attività di spaccio sistematica né quantitativi idonei a configurare il ruolo di fornitore; contesta l'estensione della responsabilità a fatti non imputati; rileva l'assenza di riscontri lessicali sulle quantità e l'omessa valutazione della sua incensuratezza e del decorso temporale che avrebbe ridotto il rischio di reiterazione

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La decisione impugnata è stata confermata: il Tribunale aveva correttamente ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza e il pericolo di inquinamento probatorio e di reiterazione. La Corte ha ritenuto la motivazione ancorata a dati concreti (più cessioni nel periodo, intercettazioni indicative di attività quotidiana, fornitura a soggetto indagato per numerose cessioni, incontri presso domicilio o luogo di lavoro) e non manifestamente illogica o apparente. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e ordinati gli adempimenti di cancelleria previsti

Norme richiamate

  • art. 310 cod. proc. pen.

    Disciplina il giudice dell'appello cautelare; richiamato per inquadrare la competenza del Tribunale di Taranto quale giudice dell'appello avverso provvedimenti cautelari

  • art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma del testo unico sugli stupefacenti relativa alle fattispecie di traffico e detenzione di sostanze stupefacenti, cui si riferiscono i reati contestati all'indagato

  • art. 81 cod. pen.

    Riferimento normativo relativo alla continuazione tra reati; evocato nella contestazione originaria per collegare singoli episodi in un contesto di attività continuativa

  • art. 292 cod. proc. pen.

    Norma sulle nullità; richiamata dalla difesa nell'eccezione di nullità dell'ordinanza del GIP, valutata dal Tribunale nel merito cautelare

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso; applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese

  • art. 94, comma 1-ter cod. proc. pen.

    Richiamato in ordine agli adempimenti di cancelleria conseguenti alla decisione e alla comunicazione degli esiti del provvedimento

Massime di principio

  • Il sindacato della Corte di legittimità sulla motivazione in materia cautelare è limitato: non può sostituirsi al giudice di merito nella rivalutazione degli elementi di fatto, salvo che la motivazione risulti apodittica, tautologica o manifestamente illogica
  • Intercettazioni e ripetute cessioni, anche se riferite a quantità non sempre precisate, possono costituire base indiziaria sufficiente a sostenere la sussistenza di un'attività di spaccio seriale quando emergano frequenza, modalità professionali e collegamenti con altri soggetti dediti al traffico
  • La fornitura di stupefacente a soggetti che risultano a loro volta dediti a numerose cessioni può essere valutata come indizio di un ruolo di rifornitore e inserimento in un contesto di traffico più ampio
  • Il rischio di inquinamento probatorio può essere desunto anche da elementi relativi alla conoscenza diretta degli acquirenti e ai rapporti fiduciari con essi, nonché alla possibilità di contatti presso domicili o luoghi di lavoro
  • L'assenza di dati quantitativi precisi o la brevità del periodo di osservazione non determinano automaticamente l'inefficacia delle esigenze cautelari; è necessario dimostrare che la valutazione del giudice sia manifestamente carente o illogica
  • Nelle impugnazioni cautelari è efficace, per il ricorrente, concentrarsi su profili di manifesta illogicità o apoditticità della motivazione indicandone punti concreti e argomentati, poiché la mera proposta di una diversa valutazione dei fatti non è sufficiente

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