Cassazione Penale, Sentenza n. 16946/2024 del 23/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso la sentenza di condanna per il reato di favoreggiamento (riqualificazione dell'originaria imputazione di riciclaggio). I difensori deducono quattro motivi principali: 1) illegittima riforma della sentenza assolutoria di primo grado senza rinnovato contraddittorio e senza giustificata motivazione rafforzata, con particolare riferimento alla deposizione del carrozziere Alessio Anello che escludeva di aver montato la centralina; 2) errore di diritto nella qualificazione della condotta come favoreggiamento, perché tale reato presupporrebbe la commissione del delitto principale (qui, l'omicidio) prima dell'agevolazione; 3) criticità nella valutazione e nella riconduzione probatoria delle intercettazioni e degli elementi investigativi sulla sostituzione della centralina; 4) mancato riconoscimento delle attenuanti generiche nonostante l'assenza di precedenti e la lunga custodia cautelare subita per il reato di omicidio dal quale era stato assolto.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha confermato la decisione della Corte d'assise d'appello di Caltanissetta che aveva condannato Andrea Bernunzo a tre anni di reclusione per il reato di favoreggiamento reale ex art. 379 c.p. La Corte di cassazione ha ritenuto che la rinnovata valutazione delle intercettazioni e del complesso probatorio operata dai giudici di merito fosse logica, motivata e rimessa alla loro valutazione di fatto, non sindacabile in sede di legittimità; ha altresì ritenuto corretta la qualificazione giuridica del fatto come favoreggiamento della ricettazione/furto della vettura e adeguata la motivazione sul diniego delle attenuanti generiche. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di 3000 euro alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Codice penale, art. 379 (favoreggiamento reale)
chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato e dei casi previsti dagli articoli 648, 648-bis e 648-ter aiuta taluno ad assicurare il prodotto o il profitto o il prezzo di un reato è punito
La Corte ha ritenuto che la sostituzione della centralina, rendendo piu' agevole l'utilizzo di un'autovettura di provenienza furtiva, integri il favoreggiamento reale: il furto della vettura è il reato presupposto e l'operazione tecnica compiuta dall'imputato ne ha favorito la fruizione, con consapevolezza della provenienza illecita.
Codice penale, artt. 648, 648-bis, 648-ter
richiamati come eccezioni nella disciplina del favoreggiamento
Richiamati dalla norma di favoreggiamento per delimitare i casi in cui la fattispecie non opera; la Corte li cita per chiarire che la condotta dell'imputato non rientra in quei casi esclusi.
Codice penale, art. 62-bis (attenuanti generiche)
norma che consente al giudice di adeguare la sanzione in senso favorevole per peculiari connotazioni del fatto o del soggetto
La Corte ricorda che l'applicazione delle attenuanti generiche richiede motivazione positiva se concesse; nel caso di specie le attenuanti non erano state neppure chieste in appello e il rifiuto di concederle è stato adeguatamente motivato alla luce della gravità e consapevolezza dell'uso della vettura.
Codice di procedura penale, art. 603, comma 3-bis
norma che disciplina la rinnovazione dibattimentale della prova in caso di riforma dell'assoluzione
La Corte ha precisato che l'obbligo di rinnovazione probatoria sussiste solo se la riforma si fonda esclusivamente su diversa valutazione della prova dichiarativa; non è invece necessario quando l'appello valorizza un compendio probatorio investigativo e intercettativo analiticamente documentato.
Codice penale, artt. 416-bis e 61, n. 2 (circostanze aggravanti)
menzionati nel testo come aggravanti escluse per mancanza di elementi probatori
La Corte territoriale ha escluso tali aggravanti per insufficienza di prova e ha motivato esplicitamente l'esclusione.
Giurisprudenza (Sez. U, n. 22471 del 26/02/2015, Sebbar) e (Sez. 1, n. 46568 del 18/05/2017, Lannin)
massime richiamate in motivazione
Richiamate per il principio che l'interpretazione dei contenuti delle intercettazioni è valutazione di fatto rimessa al giudice del merito e che la motivazione circa il diniego delle attenuanti deve indicare le ragioni plausibili del rigetto quando richieste.
Massime di principio
- La riqualificazione dell'imputazione e la condanna in appello, anche se diversa dall'assoluzione di primo grado, è ammissibile se la Corte d'appello formula una motivazione logica e rafforzata basata su elementi di prova non meramente dichiarativi (es. intercettazioni analiticamente trascritte) e non è sindacabile dalla Cassazione se riguarda valutazioni di fatto.
- La sostituzione o la manomissione di parti meccaniche di un veicolo può integrare il reato di favoreggiamento reale quando renda l'uso del bene di provenienza furtiva piu' agevole e l'autore sia consapevole della provenienza illecita.
- L'obbligo di rinnovazione dibattimentale ex art. 603 c.p.p. grava il giudice d'appello soprattutto quando la riforma dell'assoluzione si fonda su una diversa valutazione delle prove dichiarative; non è invece automatico quando la decisione si basa su diversa valutazione di un compendio investigativo e intercettativo.
- La mancata concessione delle attenuanti generiche richiede motivazione plausibile se le attenuanti sono richieste; se la difesa non le formula in sede di conclusioni subordinate in appello, il giudice può ritenere ininfluente il rilievo senza violazione.
- In sede di Cassazione non è possibile una rilettura estensiva e sostitutiva del merito probatorio: le critiche alla valutazione di attendibilità delle intercettazioni e all'interpretazione dei dialoghi sono questioni di fatto riservate al giudice del merito.
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