Sentenza n. 421/2026 - Bologna, Sezione 2
per l'ottemperanza della sentenza n. 303/2024 pubblicata in data 17.09.2024 emessa dal Tribunale di Ravenna.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Ravenna n. 303/2024, concernente il pagamento del bonus "carta del docente"
Esito
Favorevole al ricorrente (docenti beneficiari)
Prevale il privato
La controversia
I ricorrenti hanno promosso il giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 114 c.p.a. per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Ravenna n. 303/2024, passata in giudicato e notificata al Ministero presso il domicilio reale dell'amministrazione, con conseguente decorso del termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione spontanea. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito, l'Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna e l'Ufficio Scolastico Provinciale di Ravenna non si sono costituiti. Dopo la proposizione del ricorso, il Ministero ha corrisposto ai ricorrenti il bonus "carta del docente" relativo agli anni indicati nel ricorso. I ricorrenti hanno quindi dato atto dell'avvenuta soddisfazione della pretesa sostanziale, insistendo per la condanna alle spese del giudizio. Il ricorso di ottemperanza riguardava soltanto due docenti, mentre la sentenza del giudice ordinario concerneva complessivamente dieci docenti.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, ritenendo che il pagamento sopravvenuto del bonus avesse determinato la piena e puntuale soddisfazione della pretesa sostanziale azionata, ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a. La cessazione non ha escluso la regolazione delle spese: il Ministero è stato condannato, secondo il principio della soccombenza, a rifondere ai ricorrenti € 300,00 complessivi, oltre spese generali e oneri accessori, nonché a restituire il contributo unificato se effettivamente versato. Le spese sono state distratte in favore del difensore dichiaratosi antistatario. Nella liquidazione il Collegio ha considerato la limitata attività difensiva e il fatto che fosse stato promosso un giudizio di ottemperanza parziale, limitato a due dei dieci docenti interessati dalla sentenza del giudice ordinario, con conseguente moltiplicazione dei giudizi.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza diretta a ottenere l'esecuzione del giudicato.
art. 34, comma 5, c.p.a.
Consente di dichiarare cessata la materia del contendere quando la pretesa sostanziale azionata risulta pienamente soddisfatta, anche per effetto di una sopravvenienza successiva alla proposizione del ricorso.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, il pagamento spontaneo dell'amministrazione intervenuto dopo la proposizione del ricorso e idoneo a soddisfare integralmente la pretesa sostanziale determina la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
- Quando la soddisfazione della pretesa avviene soltanto dopo la proposizione del giudizio di ottemperanza, l'amministrazione può essere condannata alle spese secondo il principio della soccombenza, anche se il giudizio si conclude con la cessazione della materia del contendere.
- La liquidazione delle spese nel giudizio di ottemperanza può tenere conto della limitata attività difensiva e della proposizione di giudizi distinti soltanto per alcuni dei beneficiari del giudicato, ove ciò abbia determinato una moltiplicazione dei procedimenti.
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