Cassazione Civile, Sentenza n. 28222/2023 del 09/10/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Azione per ottenere il pagamento di compensi professionali per attività di progettazione e direzione lavori relative alla Diga sull'Alto Esaro, al "piano Crati", alla diga sul torrente Laurenzana e ad altre opere minori. Il ricorrente ha fondato la domanda sul subentro della Regione Calabria nelle obbligazioni del Consorzio di Bonifica in virtù del Decreto commissariale n. 6033/1996 e dell'art. 9 d.lgs. 96/1993, nonché sulle sentenze passate in giudicato e lodi arbitrali che avevano quantificato i compensi. La Regione ha eccepito difetto di legittimazione attiva del Trevisan per parti di credito imputabili alla Prass s.r.l. (società fallita) e ha sostenuto che il decreto commissariale non trasferiva le obbligazioni relative ad alcune prestazioni.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato sia il ricorso principale del Trevisan sia il ricorso incidentale della Regione. Ha confermato che il Trevisan aveva legittimazione ad agire in proprio per le prestazioni a lui direttamente affidate e che l'obbligazione era azionabile separatamente dai co-creditori anche in presenza del fallimento della Prass s.r.l. Ha inoltre ritenuto corretto il giudizio di merito secondo cui il Decreto commissariale n. 6033/1996 e l'art. 9 d.lgs. 96/1993 determinano il subentro della Regione solo nelle posizioni attive e passive relative alle opere non completate trasferite (in particolare quelle connesse alla Diga sull'Esaro) e, conseguentemente, nella misura in cui le singole sentenze passate in giudicato (nn. 509/1998 e 318/2003) risultavano riferite a tali rapporti. La sentenza n. 486/1997 (piano Crati) non è stata ritenuta trasferita alla Regione perché riguarda attività non rientranti nel progetto speciale trasferito. Le domande relative ad altre prestazioni e l'azione per ingiustificato arricchimento sono risultate assorbite o inammissibili. Spese compensate.
Norme richiamate
d.lgs. 3 aprile 1993, n. 96, art. 9
comma terzo e comma quarto (richiamati nel decisum)
L'art. 9 disciplina il trasferimento dei progetti speciali e delle opere e prevede che, se le opere non sono completate, il soggetto destinatario subentri in tutti i rapporti giuridici dell'amministrazione appaltante o concedente; la Corte ha ritenuto che tale subentro opera solo per le opere effettivamente trasferite e non in modo automatico per tutte le progettazioni connesse.
Decreto commissariale n. 6033/1996
decreto del Commissario ad acta richiamato più volte
Atto complesso che revocava la concessione al Consorzio e disponeva il trasferimento di talune opere alla Regione; la Corte ha interpretato il decreto nel senso che il commissario ha trasferito alla Regione le posizioni relative alle opere non ultimate (in particolare la Diga sull'Esaro) mentre alcuni rapporti (es. contratti di appalto specifici) sono stati invece assorbiti dal Ministero limitatamente a talune pattuizioni.
disciplinare di concessione (art. 11 del disciplinare)
richiamato nel provvedimento commissariale
Consente all'amministrazione statale, nel contesto del provvedimento commissariale, di subentrare o sostituirsi al concessionario in determinati contratti; Corte ha ritenuto che il commissario si sia avvalso di tale potere solo per i contratti d'appalto con le imprese esecutrici, senza estendere la sostituzione a tutte le obbligazioni del Consorzio.
L.R. Calabria n. 12/2006 (artt. 1 e 2)
norma regionale citata in relazione alla liquidazione del Consorzio
Prevede misure per la liquidazione del Consorzio e l'accensione di un mutuo per debiti residui, ma non deroga agli effetti di subentro previsti dall'art. 9 d.lgs. 96/1993; non impedisce il trasferimento delle obbligazioni relative alle opere non completate.
art. 1319 c.c. richiamato nella motivazione
Principio secondo cui, in presenza di più creditori, ciascuno può agire per l'intero; la Corte l'ha richiamato per sostenere la legittimazione del Trevisan ad agire separatamente rispetto alla Prass s.r.l. fallita.
Massime di principio
- Il subentro di un ente destinatario nelle obbligazioni dell'affidatario ai sensi dell'art. 9 d.lgs. 96/1993 opera nei rapporti riferibili alle opere effettivamente trasferite e non automaticamente su tutte le progettazioni connesse: occorre verificare l'ambito materiale del decreto di trasferimento.
- Un decreto commissariale può contenere determinazioni differenziate: può revocare la concessione e trasferire solo alcune posizioni (es. appalti esecutivi al Ministero) mentre trasferisce ad altro ente le posizioni relative a opere in corso; va analizzato il contenuto testuale e le finalità del provvedimento.
- La dichiarazione di fallimento di una società incaricata non esclude che soggetti diversi (es. professionisti titolari di rapporti autonomi) possano agire in proprio per i crediti a loro spettanti: le obbligazioni divisibili o distinte sono azionabili separatamente.
- I crediti già quantificati in lodi arbitrali o in sentenze passate in giudicato mantengono valore esecutivo e costituiscono titolo per stabilire a quali rapporti si riferiscano le obbligazioni trasferite; occorre collegare ciascun titolo giudiziale all'opera o al contratto cui attiene.
- Le domande di natura sussidiaria (es. ingiustificato arricchimento) possono essere assorbite se esiste un titolo specifico che giustifica l'adempimento (es. subentro per decreto o sentenze che riconoscono il compenso); per evitare l'assorbimento è necessario dedurre chiaramente basi giuridiche alternative sin dall'inizio.
- Nella valutazione preventiva di un contenzioso simile, raccogliere e documentare: i provvedimenti commissariali integrali, i testi dei disciplinari di concessione, i lodi/sentenze con indicazione esplicita delle prestazioni riconosciute, e lo stato di completamento delle opere al momento del trasferimento.
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