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Sentenza

Sentenza n. 736/2026 - Bari, Sezione 1

per l'’esecuzione del giudicato di cui alla sentenza del Tribunale di Trani, Sez. Lavoro, n. 1938 del 20 novembre 2023, notificata in forma ex lege esecutiva in data 11 gennaio 2024, avente ad oggetto la richiesta di riconoscimento del diritto alla percezione del c.d. “bonus carta docente” ed alla conseguente liquidazione dello stesso, passata in giudicato come da attestazione del funzionario giudiziario presso il medesimo Tribunale in data 23 aprile 2025

Giustizia amministrativa202500722

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Bari, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inadempimento dell'Amministrazione all'obbligo di dare integrale esecuzione a una sentenza del giudice del lavoro sul riconoscimento e pagamento del bonus carta docente

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale ordinario, Sezione lavoro, che aveva riconosciuto il diritto alla percezione del bonus carta docente e alla relativa liquidazione. Il ricorso è stato notificato e depositato il 13 maggio 2025. La ricorrente ha dedotto il persistente inadempimento dell'Amministrazione, poiché dagli atti non risultava l'integrale adempimento delle obbligazioni derivanti dal titolo giudiziale. È stata inoltre richiesta la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inadempimento.

La decisione

Il TAR ha ritenuto fondato il ricorso, rilevando che non risultava l'avvenuto integrale adempimento della sentenza del giudice del lavoro. Ha quindi ordinato all'Amministrazione intimata di dare piena e integrale esecuzione al giudicato, procedendo al pagamento di tutte le somme indicate nella sentenza in favore della ricorrente, entro sessanta giorni dalla comunicazione della sentenza o, se anteriore, dalla sua notificazione a cura della parte. La richiesta di nomina del commissario ad acta è stata riservata all'eventualità di persistente inadempimento dopo la scadenza del termine, anche considerando che in cause analoghe il ritardo era stato ricondotto a carenze di organico dell'Amministrazione. Il Ministero è stato condannato alle spese di lite, liquidate in 500 euro oltre accessori. Il TAR ha inoltre disposto l'invio della sentenza alla Procura della Repubblica presso la Corte dei conti per le valutazioni di competenza.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base processuale del giudizio di ottemperanza, mediante il quale il giudice amministrativo ordina all'Amministrazione inadempiente di dare integrale esecuzione al giudicato.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, quando dagli atti non risulta l'integrale adempimento delle obbligazioni derivanti da un giudicato, il giudice amministrativo può ordinare all'Amministrazione di eseguirlo compiutamente entro un termine determinato, disponendo il pagamento delle somme riconosciute dal titolo giudiziale.
  • La nomina del commissario ad acta può essere riservata a una fase successiva quando l'Amministrazione non ottemperi entro il termine assegnato dal giudice; la nomina non deve quindi essere necessariamente contestuale alla pronuncia che ordina l'esecuzione.
  • Nel giudizio di ottemperanza, l'Amministrazione soccombente deve essere condannata alle spese del procedimento, salvo diversa motivazione.
  • Il giudicato formatosi su una sentenza del giudice ordinario può essere azionato dinanzi al giudice amministrativo mediante il giudizio di ottemperanza, quando si tratta di ottenere l'adempimento di obblighi gravanti su una pubblica amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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