Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza del 12/01/2018 n. 62 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società chiedeva l'annullamento parziale della cartella di pagamento nella parte relativa all'aggio, pari al 4,65% delle somme iscritte a ruolo. Sosteneva che l'art. 17 del d.lgs. 112/1999, come modificato nel 2006 e nel 2008, fosse incostituzionale per violazione degli artt. 3, 24, 53 e 97 Cost. In particolare, contestava che l'agente della riscossione potesse ottenere un compenso forfettario e proporzionale al debito, comprese le sanzioni, senza dimostrare l'effettiva attività svolta e anche quando il contribuente avesse pagato subito dopo la notifica della cartella.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale di Bologna ha rigettato integralmente l'appello e confermato la sentenza di primo grado. Ha ritenuto manifestamente infondata la questione di costituzionalità: l'aggio non è una sanzione né un tributo, remunera l'organizzazione complessiva del sistema di riscossione, può essere determinato forfettariamente e proporzionato all'importo da riscuotere. Il maggior costo deriva dal mancato pagamento tempestivo dell'imposta, poiché il debito fiscale sorge prima della cartella. R. s.r.l. è stata condannata a pagare a Equitalia Centro 3.500 euro di spese processuali, oltre accessori, nonché un ulteriore contributo unificato pari a quello già versato.

Norme richiamate

  • Art. 17 del d.lgs. 13 aprile 1999, n. 112, come modificato dall'art. 2 del d.l. 3 ottobre 2006, n. 262, convertito dalla l. 24 novembre 2006, n. 286, e dall'art. 32 del d.l. 29 novembre 2008, n. 185

    Compenso dell'agente della riscossione determinato in misura proporzionale alle somme riscosse o da riscuotere.

    La norma è stata ritenuta costituzionalmente legittima nel caso concreto: l'aggio è un compenso legale e forfettario per l'attività complessiva di riscossione e gestione del sistema, non una sanzione o un tributo.

  • Art. 3 della Costituzione

    Non viola il principio di uguaglianza il diverso trattamento derivante da modifiche legislative applicate a notifiche avvenute in periodi differenti. La parametrizzazione percentuale dell'aggio è stata ritenuta ragionevole e rimessa alla discrezionalità del legislatore.

  • Art. 24 della Costituzione

    La misura dell'aggio non incide sul diritto di difesa del contribuente e non è collegata ai compensi degli avvocati.

  • Art. 53 della Costituzione

    Il principio della capacità contributiva e quello della progressività riguardano i tributi, non l'aggio dell'agente della riscossione, che non è un tributo e non viene percepito dall'ente impositore.

  • Art. 97 della Costituzione

    La previsione del compenso dell'agente non è stata ritenuta lesiva del buon andamento della pubblica amministrazione, poiché l'aggio finanzia l'attività dell'agente e non grava direttamente sull'ente impositore.

  • Ordinanza Corte costituzionale n. 147/2015

    La decisione richiama il precedente con cui la Corte costituzionale si era già pronunciata sulla questione di legittimità dell'art. 17 del d.lgs. 112/1999.

  • Art. 13, comma 1-quater, d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115

    In caso di impugnazione integralmente respinta, il soccombente è tenuto a versare un ulteriore contributo unificato pari a quello già corrisposto.

Massime di principio

  • Un compenso dell'agente della riscossione previsto direttamente dalla legge non può essere disapplicato dal giudice tributario solo perché ritenuto ingiusto o sproporzionato; occorre eventualmente sollevare una questione di legittimità costituzionale rilevante e non manifestamente infondata.
  • L'aggio può essere parametrato all'importo complessivo da riscuotere, incluse le sanzioni, senza necessità di dimostrare analiticamente ogni attività svolta dall'agente, quando la legge lo configura come compenso forfettario per l'organizzazione complessiva del servizio.
  • Il pagamento dell'aggio anche dopo il pagamento tempestivo della cartella non esclude necessariamente la sua legittimità: il presupposto è il precedente mancato pagamento spontaneo dell'obbligazione fiscale, non la durata o la difficoltà delle attività esecutive.
  • Il principio di capacità contributiva e quello di progressività si applicano ai tributi, non automaticamente ai compensi o ai costi di riscossione, che devono essere valutati secondo i principi di ragionevolezza e proporzionalità.
  • Una modifica legislativa può legittimamente produrre trattamenti diversi per notifiche o fatti verificatisi in periodi differenti; il principio di uguaglianza non impone il mantenimento della disciplina precedente.
  • La soccombenza integrale in appello può comportare, oltre alle spese legali a favore della controparte, il raddoppio del contributo unificato.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza tributaria, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.