Sentenza n. 10942/2026 - Roma, Sezione 5B
per l'annullamento DM RIGETTO RICHIESTA DI CONCESSIONE DELLA CITTADINANZA ITALIANA - ( -OMISSIS-)/
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego ministeriale di concessione della cittadinanza italiana per asserita pericolosità per la sicurezza della Repubblica
Esito
Favorevole al ricorrente (richiedente cittadinanza)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il decreto ministeriale con cui era stata respinta la sua domanda di concessione della cittadinanza italiana, sulla base di valutazioni di asserita pericolosità per la sicurezza della Repubblica. Nel corso del giudizio, il TAR aveva ordinato il deposito della relazione dei servizi di sicurezza posta a fondamento del diniego. L'Amministrazione, dopo avere preannunciato il riesame della posizione, ha depositato il decreto del Presidente della Repubblica del 18 marzo 2026 con cui la cittadinanza italiana è stata conferita al ricorrente.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che l'intervenuta concessione della cittadinanza aveva integralmente soddisfatto l'interesse sostanziale perseguito con il ricorso contro il diniego. Le spese di lite sono state compensate per giusti motivi, considerando la delicatezza degli interessi coinvolti e il principio di precauzione cui deve ispirarsi l'Amministrazione, la quale non può discostarsi dalle valutazioni sulla pericolosità per la Repubblica espresse dai servizi di sicurezza al momento dell'esame della domanda.
Norme richiamate
art. 34, comma 5, c.p.a.
La cessazione della materia del contendere è dichiarata quando, nel corso del giudizio, l'Amministrazione adotta un provvedimento pienamente satisfattivo dell'interesse azionato.
art. 74 c.p.a.
Richiamato nell'epigrafe quale base processuale della pronuncia.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, unitamente all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio di annullamento di un diniego amministrativo, l'Amministrazione adotta un nuovo provvedimento che soddisfa integralmente l'interesse sostanziale perseguito dal ricorrente, il giudice deve dichiarare cessata la materia del contendere.
- Nelle valutazioni amministrative concernenti la pericolosità per la sicurezza della Repubblica, l'Amministrazione deve tenere conto delle valutazioni espresse dai servizi di sicurezza e può essere giustificata dall'applicazione del principio di precauzione, in ragione della delicatezza degli interessi coinvolti.
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