Parere n. 221/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1
Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, con istanza cautelare, proposto, con deposito diretto ex art. 11 d.P.R. n. 1199/1971, dal signor Moreno Miccini contro il Liceo Artistico "E. Mannucci" per l’annullamento: - della procedura volta all’attribuzione accessoria del bonus destinato a valorizzare il merito del personale docente ai sensi della L. 13 luglio 2015, n. 107, artt. 126-130, per l’a.s. 2015/2016; - dell’atto di rigetto dell’istanza di autotutela/reclamo del Liceo Artistico "E. Mannucci" di Ancona del 5 novembre 2016, notificato il 7 novembre 2016.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl Consiglio di Stato ha ritenuto che la dichiarazione espressa di sopravvenuta carenza di interesse imponesse la definizione del ricorso mediante declaratoria di improcedibilità. La Sezione ha richiamato il principio dispositivo, applicabile anche al ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, e non ha esaminato nel merito i motivi concernenti la procedura di attribuzione del bonus, la dedotta nullità e l’eccesso di potere.
Impugnazione della procedura di attribuzione del bonus premiale per la valorizzazione del merito del personale docente relativa all’anno scolastico 2015/2016 e del rigetto dell’istanza di autotutela/reclamo del 5 novembre 2016
Esito
Prevale l’amministrazione
La questione giuridica
Il ricorrente ha impugnato, con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, il provvedimento non conosciuto di mancata attribuzione del bonus destinato alla valorizzazione del merito del personale docente, previsto dalla legge 13 luglio 2015, n. 107, per l’anno scolastico 2015/2016, nonché gli atti della relativa procedura e il rigetto dell’istanza di autotutela o reclamo. Ha dedotto la violazione degli articoli 126-130 della legge n. 107/2015, la nullità del provvedimento per difetto degli elementi essenziali e l’eccesso di potere nelle sue figure sintomatiche. Nel corso dell’istruttoria, reiteratamente richiesta, l’Amministrazione non ha trasmesso la relazione di rito. A seguito del sollecito del Consiglio di Stato volto a verificare la permanenza dell’interesse, il difensore del ricorrente ha dichiarato, con PEC dell’8 ottobre 2024, che il ricorrente non aveva più interesse alla decisione.
Osservazioni
Sopravvenuta carenza di interesse
La dichiarazione del ricorrente dell’8 ottobre 2024, secondo cui non sussisteva più alcun interesse alla decisione, determina l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
Norme richiamate
art. 11 d.P.R. 1199/1971
deposito diretto ex art. 11 d.P.R. n. 1199/1971
La disposizione è richiamata quale base del deposito diretto del ricorso straordinario presso il Consiglio di Stato.
artt. 126-130 l. 107/2015
bonus destinato a valorizzare il merito del personale docente
Le disposizioni costituiscono la disciplina invocata dal ricorrente per contestare la mancata attribuzione del bonus premiale relativo all’anno scolastico 2015/2016; il Consiglio di Stato non ne esamina il merito.
Massime di principio
- Nel ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, la dichiarazione espressa del ricorrente di non avere più interesse alla decisione determina l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
- Il principio dispositivo trova applicazione anche nel rimedio giustiziale del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.
- La sopravvenuta carenza di interesse impedisce l’esame nel merito dei motivi di ricorso e impone una pronuncia di improcedibilità.
Bonus premiale per il personale docente e ricorso straordinario
Il parere riguarda un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da un docente contro la mancata attribuzione del bonus destinato alla valorizzazione del merito del personale docente per l’anno scolastico 2015/2016 e contro il successivo rigetto dell’istanza di autotutela o reclamo da parte del Liceo Artistico "E. Mannucci".
Premesse e domanda
Il ricorso, depositato direttamente presso il Consiglio di Stato ai sensi dell’art. 11 del d.P.R. n. 1199/1971, aveva a oggetto il provvedimento non conosciuto di mancata attribuzione del bonus e tutti gli atti della relativa procedura. Il ricorrente aveva inoltre impugnato il rigetto dell’istanza di autotutela del 5 novembre 2016, notificato il 7 novembre 2016.
Motivi dedotti
Il ricorrente aveva prospettato:
- la violazione degli articoli 126-130 della legge 13 luglio 2015, n. 107;
- la nullità del provvedimento impugnato per difetto degli elementi essenziali;
- l’eccesso di potere nelle sue figure sintomatiche.
Istruttoria e verifica dell’interesse
La Sezione aveva richiesto all’Amministrazione la trasmissione della relazione di rito con nota del 20 novembre 2017. La richiesta era stata reiterata con i pareri interlocutori n. 389/2018 e n. 1671/2019. Poiché tali richieste erano rimaste inadempiute, nel 2024 il Consiglio di Stato aveva invitato le parti a comunicare la permanenza dell’interesse alla definizione del giudizio o l’eventuale sopravvenienza di cause di improcedibilità.
Il difensore del ricorrente, con PEC dell’8 ottobre 2024, ha dichiarato che il proprio assistito non aveva più alcun interesse alla decisione del ricorso.
Valutazioni del Consiglio di Stato
La Sezione ha ritenuto decisiva la dichiarazione espressa di sopravvenuta carenza di interesse. In applicazione del principio dispositivo, ritenuto applicabile anche al ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, la permanenza dell’interesse alla decisione costituisce una condizione necessaria per la prosecuzione del rimedio.
La sopravvenuta carenza di interesse ha impedito l’esame dei motivi relativi alla disciplina del bonus, alla dedotta nullità e all’eccesso di potere.
Conclusione
Il Consiglio di Stato ha espresso il parere che il ricorso debba essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
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