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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47524/2022 del 16/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza del Tribunale del riesame che ha ripristinato la misura degli arresti domiciliari, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione per omessa valutazione di elementi idonei a documentare il venir meno della pericolosità sociale e del pericolo di recidiva. La difesa ha prodotto una nota del Comando Provinciale dei Carabinieri di Salerno del 3 marzo 2020 attestante la recisione dei rapporti con l'ambiente criminale e la percezione di redditi leciti, nonché provvedimenti di merito (Corte d'Appello) che in precedenza avevano escluso l'applicabilità di misure di prevenzione, sostenendo che tali elementi dimostrerebbero la cessazione delle esigenze cautelari.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per genericità e manifesta infondatezza. La Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse già esaminato e motivato le esigenze cautelari, valorizzando la persistente attività illecita del Cirillo fino al 2019, il suo ruolo apicale nel sodalizio e la sua elevata pericolosità. La Corte ha evidenziato che gli elementi prodotti dalla difesa (nota dei Carabinieri e pronunce di merito) si riferiscono a periodi anteriori alla più recente indagine e non sono nuovi rispetto a quanto già valutato in sede di riesame, quindi non idonei a superare il "giudicato cautelare". Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Giurisprudenza della Corte (Sez. 6, Sentenza n. 45826 del 27/10/2021, Rv. 282292‑01)

    Non è riportata una citazione testuale oltre il riferimento alla sentenza

    Principio secondo cui, in sede di appello avverso ordinanza che rigetta la richiesta di revoca di misura cautelare, il giudice dell'appello deve limitarsi a verificare la correttezza giuridica e la motivazione dell'ordinanza impugnata rispetto a nuovi fatti o prove non valutate, senza riesaminare integralmente la sussistenza delle condizioni della misura.

Massime di principio

  • In appello contro il rigetto di una revoca di misura cautelare occorre proporre elementi effettivamente nuovi e non dedotti o valutati in precedenti fasi: documenti riferiti a periodi anteriori e già disponibili al giudice non bastano a modificare il quadro cautelare.
  • La parte che chiede la revoca deve confrontarsi puntualmente con la motivazione del tribunale del riesame, spiegando perché gli elementi offerti superano le ragioni della misura; censure generiche o riproposizioni di prove già esaminate sono inammissibili.
  • Prove di "cessazione" della pericolosità (es. recisione di rapporti, redditi leciti) devono essere concrete, aggiornate e specifiche rispetto al periodo dell'indagine che ha motivato la misura, e devono dimostrare un cambiamento apprezzabile del quadro di pericolo.
  • Il cosiddetto "giudicato cautelare" impedisce che si rivedano profili già definitivamente valutati in assenza di fatti sopravvenuti o prove nuove; per ottenere la revoca è quindi strategico evidenziare novità sopravvenute dopo l'ultimo esame giudiziale.
  • Nelle difese tecniche è importante documentare la novità e rilevanza delle prove con datazione e riferimenti precisi e motivare espressamente in che modo tali elementi incidono sulle esigenze cautelari (pericolo di fuga, di inquinamento probatorio, reiterazione del reato).

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