Sentenza n. 4052/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Campania n. 6602/2023, che aveva rigettato il ricorso per revocazione contro la sentenza n. 3778/2019, nonché ordinanza comunale di demolizione e rigetto implicito dell’istanza di sanatoria
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietaria)
Prevale il privato
La controversia
La parte appellante ha chiesto la riforma della sentenza del TAR che aveva rigettato il ricorso per revocazione della precedente sentenza di rigetto dell’impugnazione dell’ordinanza comunale di demolizione. Ha dedotto error in judicando per violazione e falsa applicazione degli artt. 15 e 67 del d.P.R. 380/2001 e dell’art. 2697 c.c., nonché error in facti per l’errata valutazione di una fotografia. In particolare, ha contestato che il certificato di collaudo statico potesse provare la data di ultimazione dei lavori e ha sostenuto che fotografie acquisite presso una pratica edilizia relativa a un immobile confinante, presentata nel dicembre 2007, dimostrassero che la sopraelevazione era già dotata delle tompagnature entro il termine triennale di efficacia del permesso di costruire. Il TAR aveva invece ritenuto non provata la data delle fotografie originariamente prodotte e aveva attribuito rilievo al certificato di collaudo del 2010, considerando i lavori ultimati oltre il termine previsto dal titolo edilizio. La parte ha inoltre dedotto che tale impostazione avesse alterato le regole sull’onere della prova, che incombe sul privato ma può essere assolto mediante reperti fotografici con data certa presenti in altre pratiche edilizie comunali.
La decisione
L’appello è stato accolto. Il Consiglio di Stato ha ritenuto rilevanti le fotografie presenti nella pratica edilizia del fabbricato confinante, perché acquisite presso gli uffici comunali e riferibili con certezza al dicembre 2007; esse mostravano la presenza delle tompagnature nella parte sopraelevata dell’edificio e costituivano un elemento idoneo a dimostrare l’ultimazione strutturale dei lavori entro il termine triennale. Il giudice ha riconosciuto che tale documento, sopravvenuto, non prevedibile e non altrimenti acquisibile, integrava il caso di revocazione previsto dall’art. 395, n. 3, c.p.c., cui rinvia l’art. 106 c.p.a. Ha inoltre chiarito che il certificato di collaudo statico non può essere utilizzato automaticamente per individuare la data di ultimazione dei lavori: l’ultimazione rilevante ai sensi dell’art. 15, comma 1, d.P.R. 380/2001 ha natura prevalentemente strutturale e dinamica, mentre il collaudo esprime una valutazione successiva e statica sulla conformità dell’edificio al progetto e sulla sua sicurezza. Sono state quindi revocate e annullate la sentenza del TAR n. 3778/2019 e l’ordinanza comunale n. 7 del 3 maggio 2018, con annullamento anche del rigetto implicito dell’istanza di accertamento di conformità. Il Comune dovrà riesaminare la domanda esercitando la residua discrezionalità tecnico-amministrativa nel rispetto delle indicazioni conformative della sentenza. Le spese del doppio grado sono state compensate.
Norme richiamate
art. 15, comma 1, d.P.R. 380/2001
La nozione di ultimazione dei lavori rilevante per la validità del permesso di costruire è distinta dalla conformità dell’edificio al progetto attestata dal collaudo statico; per gli edifici abitativi essa ha natura prevalentemente strutturale e dinamica.
art. 67 d.P.R. 380/2001
È richiamato tra le norme asseritamente violate, ma la sentenza non sviluppa una specifica interpretazione autonoma della disposizione.
art. 2697 c.c.
L’onere di provare la realizzazione dei manufatti entro il termine del titolo edilizio grava sul privato interessato, il quale può assolverlo anche mediante fotografie con data certa acquisite da altre pratiche edilizie comunali.
art. 395, n. 3, c.p.c.
La scoperta di un documento decisivo, sopravvenuto e non producibile anteriormente per causa non imputabile alla parte può fondare la revocazione della sentenza.
art. 106 c.p.a.
La revocazione delle sentenze amministrative è ammessa nei casi e secondo i presupposti previsti dall’art. 395 c.p.c.; nel caso concreto è stato riconosciuto il motivo relativo alla scoperta di un documento decisivo.
legge regionale Campania n. 19/2009
È la disciplina regionale in base alla quale era stata presentata l’istanza di sanatoria, che il Comune dovrà riesaminare a seguito dell’annullamento del rigetto implicito.
Massime di principio
- L’onere del privato di provare che le opere edilizie siano state realizzate entro il termine di efficacia del permesso di costruire può essere assolto mediante fotografie acquisite da altre pratiche edilizie comunali, purché la loro data sia certa e il contenuto consenta di ricostruire lo stato dei lavori.
- Ai fini dell’art. 15, comma 1, d.P.R. 380/2001, la data di ultimazione dei lavori non coincide necessariamente con la data del collaudo statico: l’ultimazione attiene allo stato strutturale dell’opera, mentre il collaudo consiste in una valutazione ex post sulla conformità statica e progettuale del fabbricato.
- Il certificato di collaudo statico, avendo funzione di attestazione della sicurezza e della conformità statica dell’edificio, non è di per sé idoneo a individuare il momento preciso di ultimazione dei lavori sotto il profilo urbanistico-edilizio.
- La scoperta, dopo il passaggio in giudicato, di documentazione decisiva, non prevedibile e non altrimenti acquisibile anteriormente, può integrare il motivo di revocazione previsto dall’art. 395, n. 3, c.p.c., applicabile al processo amministrativo tramite l’art. 106 c.p.a.
- Quando l’annullamento di un ordine di demolizione e del rigetto implicito di un’istanza edilizia non consente al giudice di sostituirsi all’amministrazione nella valutazione tecnico-discrezionale residua, l’amministrazione deve riesaminare la domanda nel rispetto dell’effetto conformativo della decisione.
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