Cassazione Penale, Sentenza n. 29632/2024 del 19/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la conferma, da parte della Corte d'appello di Milano, della condanna per furto in abitazione. La ricorrente ha censurato: 1) l'utilizzabilità delle dichiarazioni della persona offesa (Giudici Liliana) acquisite ex art. 512 c.p.p., sostenendo che tali atti erano stati inseriti nel fascicolo per presunta irreperibilità della persona offesa e che gli accertamenti compiuti per verificarne l'irreperibilità sarebbero stati insufficienti; 2) l'attendibilità e le modalità del riconoscimento fotografico effettuato dalla persona offesa e, più in generale, la possibilità che dichiarazioni predibattimentali, rese in assenza di contraddittorio, costituiscano base esclusiva della condanna. È inoltre contestato il mancato rispetto, secondo la difesa, delle formalità previste dall'art. 213 c.p.p. in tema di riconoscimento.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha rigettato le censure. Ha ritenuto che: 1) la Corte territoriale aveva adeguatamente accertato l'irreperibilità della persona offesa mediante ricerche negli indirizzi dove risultava residente e la ricorrente non aveva indicato specifiche ulteriori ricerche concrete da svolgere; 2) le dichiarazioni acquisite ex art. 512 c.p.p. possono, purché sottoposte a rigoroso vaglio di credibilità e integrate da adeguate garanzie procedurali (esame delle modalità di raccolta, compatibilità con il contesto e altri elementi di riscontro), costituire base esclusiva della condanna; 3) il riconoscimento fotografico effettuato in sede di indagini di polizia giudiziaria, pur non soggetto alle formalità dell'art. 213 c.p.p., è valutabile dal giudice come accertamento di fatto nell'ambito del libero convincimento motivato. Conseguentemente la sentenza impugnata è confermata e la ricorrente è condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di euro 3.000,00 a favore della cassa delle ammende (art. 616 c.p.p.).
Norme richiamate
art. 191 cod. proc. pen.
Richiamato in relazione alla motivazione e ai presupposti per l'utilizzo di atti acquisiti nel fascicolo per irreperibilità; la Corte richiede specificità nelle censure che contestano l'adeguatezza degli accertamenti compiuti.
art. 512 cod. proc. pen.
Consente l'acquisizione di dichiarazioni della persona offesa al fascicolo; la Corte afferma che tali dichiarazioni possono costituire base esclusiva della condanna se sussistono adeguate garanzie procedurali e un accurato vaglio di credibilità.
art. 189 cod. proc. pen.
Richiamato in relazione alla valutazione dell'attendibilità delle prove e del contraddittorio; le censure generiche sulla valutazione dei giudici di merito sono inammissibili se non specificate.
art. 533 cod. proc. pen.
Richiamato nella contestazione sul giudizio d'appello; usato per sostenere censure procedurali ma la Corte di Cassazione ha ritenuto le doglianze non specifiche o infondate.
art. 213 cod. proc. pen.
Norma sulle formalità della ricognizione di persone; la Corte ha osservato che il riconoscimento fotografico svolto in indagini di polizia giudiziaria non disciplinato dal codice di rito resta un accertamento di fatto valutabile dal giudice secondo il libero convincimento.
art. 3 Cost.
Cited in ricorso context (probable intent to invoke constitutional guarantees), but the Court did not find a violation based on the challenged procedures.
art. 6 CEDU
Riferita al diritto a un processo equo: la Corte richiede che, anche in assenza di contraddittorio diretto, le dichiarazioni decisive siano bilanciate da adeguate garanzie procedurali, seguendo l'orientamento della Corte EDU (Al Khawaja, Schatschaachwili).
art. 616 cod. proc. pen.
Norma che disciplina la condanna alle spese e alle sanzioni pecuniarie in caso di inammissibilità del ricorso; applicata per imporre alla ricorrente il pagamento delle spese e della sanzione di euro 3.000,00.
Massime di principio
- Le dichiarazioni raccolte ex art. 512 c.p.p. possono, in linea di principio, costituire la base esclusiva di una condanna se il giudice opera un accurato vaglio di credibilità e verifica le modalità di raccolta e la compatibilità con i dati di contesto.
- L'acquisizione al fascicolo per presunta irreperibilità della persona offesa richiede che i giudici motivino le ricerche effettuate; la parte che censura l'adeguatezza di tali ricerche deve indicare in modo specifico quali ulteriori accertamenti concreti sarebbero stati possibili.
- Il riconoscimento fotografico svolto nell'ambito delle indagini di polizia giudiziaria, pur non soggetto alle formalità dell'art. 213 c.p.p., è valutabile come elemento di prova dal giudice sotto il regime del libero convincimento e può contribuire a formare la prova purché non vi siano indizi di suggestione o inaffidabilità.
- Le censure in cassazione devono essere specifiche e non meramente generiche o assertive: contestazioni vaghe sulla valutazione della prova o sulla mancata risposta del giudice sono inammissibili.
- Quando una testimonianza 'cartolare' risulta decisiva, il rispetto delle garanzie convenzionali (art. 6 CEDU) si realizza tramite il bilanciamento con garanzie procedurali supplementari (esame delle modalità di acquisizione, compatibilità con altri elementi, controllo della credibilità).
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