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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16507/2024 del 19/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 31/03/2023 che aveva rifiutato di riconoscere la continuazione tra due reati di ricettazione (fatti rispettivamente il 15/02/2002 e il 24/02/2002, giudicati con sentenze del Tribunale di Roma). Il giudice di merito aveva ritenuto insufficienti gli indicatori di omogeneità e di breve lasso di tempo e aveva valorizzato il "curriculum" giudiziario del ricorrente come prova di una tendenza a delinquere, escludendo la continuazione

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo viziosa la motivazione della Corte d'appello. Ha richiamato il principio secondo cui il condannato che chiede l'applicazione della continuazione "in executivis" ha mero interesse all'allegazione di specifici elementi indiziari di una programmazione unitaria e che la mancanza di tali allegazioni non può essere penalizzata dal giudice. Inoltre la Corte ha constatato che il giudice di merito non ha risposto alle specifiche argomentazioni difensive circa la peculiarità e la temporalità ravvicinata dei due episodi di ricettazione. Per tali ragioni ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il giudizio alla Corte di Appello di Roma in diversa composizione per nuovo esame

Norme richiamate

  • Giurisprudenza - Sez. 1, n. 12914 del 23/02/2022 (Altavilla), Rv. 283083

    Sez. 1, n. 12914 del 23/02/2022, Altavilla, Rv. 283083

    Principio secondo cui chi invoca la continuazione "in executivis" ha solo un interesse all'allegazione di elementi sintomatici di programmazione unitaria; la mancata allegazione non configura un onere giuridico e non può essere valutata negativamente dal giudice

  • Corte costituzionale, sentenza n. 183 del 9/07/2013

    C. cost. 9 luglio 2013, n. 183

    Richiama il principio relativo alla necessità di rinvio ad altra composizione del giudice quando l'annullamento richiede un nuovo esame di merito; qui usato per disporre il rinvio alla Corte di Appello di Roma in diversa composizione

Massime di principio

  • La domanda di applicazione della continuazione "in executivis" non impone al ricorrente un onere probatorio formale: è sufficiente indicare elementi specifici sintomatici di una programmazione unitaria, ma l'assenza di tali allegazioni non deve essere sanzionata come incapacità processuale
  • Il giudice dell'esecuzione deve esaminare in modo completo e motivato tutti gli indicatori pertinenti alla continuazione, in particolare la omogeneità degli illeciti e la loro prossimità temporale; non è sufficiente limitarsi a richiamare il "curriculum" criminale del condannato
  • La semplice tendenza del soggetto a delinquere (precedenti o successivi reati) non può automaticamente escludere la continuazione se sussistono elementi concreti che collegano le singole fattispecie
  • La mancata risposta del giudice a specifiche argomentazioni difensive integra vizio di motivazione e può determinare l'annullamento dell'atto impugnato con rinvio per nuovo giudizio
  • In situazioni analoghe, la difesa dovrebbe evidenziare gli elementi di omogeneità materiale, l'eventuale programma unitario e la stretta connessione temporale; il giudice deve valutare tali elementi con motivazione logica e puntuale

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