Sentenza n. 1331/2026 - Palermo, Sezione 5
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Termini Imerese, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il diritto alla Carta del docente e condannato il Ministero all’erogazione di € 2.500,00
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha agito per l’ottemperanza della sentenza n. 329/2025 del Tribunale di Termini Imerese, passata in giudicato, con la quale era stato accertato il suo diritto all’assegnazione della Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente per gli anni scolastici 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023, nonché era stato condannato il Ministero all’erogazione complessiva di € 2.500,00 mediante buoni elettronici di spesa, oltre interessi o rivalutazione. Il ricorrente ha dedotto l’inadempimento dell’Amministrazione, chiedendo l’esecuzione del giudicato, la vittoria delle spese e la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia. Il Ministero si è costituito senza dimostrare l’avvenuto pagamento né dedurre fatti modificativi o estintivi del credito.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso perché la sentenza posta in esecuzione era passata in giudicato, erano state rispettate le formalità e i termini di notificazione all’Amministrazione debitrice e il Ministero non aveva provato l’adempimento né allegato fatti estintivi o modificativi dell’obbligazione. Ha ordinato al Ministero di rilasciare la Carta del docente e accreditarvi l’importo complessivo di € 2.500,00 per gli anni scolastici indicati nella sentenza, oltre interessi legali o rivalutazione monetaria ai sensi dell’art. 22, comma 36, l. n. 724/1994, entro sessanta giorni dalla comunicazione amministrativa o dalla notificazione della sentenza, se anteriore. Per l’eventuale ulteriore inerzia ha nominato commissario ad acta il responsabile pro tempore della Direzione generale competente del Ministero, con facoltà di delega, assegnandogli un ulteriore termine di sessanta giorni per liquidare e corrispondere le somme spettanti. Il Ministero è stato condannato alle spese di lite, liquidate in € 550,00 oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Disciplina il giudizio di ottemperanza, consentendo al giudice amministrativo di imporre all’amministrazione l’esecuzione del giudicato e di adottare misure sostitutive, compresa la nomina del commissario ad acta.
art. 22, comma 36, l. n. 724/1994
È il parametro richiamato per la determinazione degli interessi legali o della rivalutazione monetaria dovuti sulla somma riconosciuta dal giudicato, dalla data del diritto all’accredito fino alla concreta attribuzione.
l. n. 107/2015
È la fonte legislativa richiamata dal giudicato presupposto per il diritto del docente all’assegnazione della Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione.
d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115
È richiamato per la successiva determinazione e liquidazione, con separato decreto, dell’eventuale compenso spettante al commissario ad acta.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, quando il giudicato contiene una condanna pecuniaria dell’amministrazione ed è stata validamente notificata la pronuncia, il giudice può ordinare all’amministrazione debitrice di eseguire puntualmente la prestazione entro un termine determinato.
- La mancata contestazione, da parte dell’amministrazione costituita, dell’avvenuto adempimento e l’assenza di allegazioni su fatti modificativi o estintivi del credito consentono di ritenere documentalmente accertato l’inadempimento del giudicato.
- In caso di persistente inerzia dell’amministrazione dopo l’assegnazione del termine per adempiere, il giudice dell’ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, attribuendogli il potere di compiere gli atti necessari all’esecuzione e fissando un ulteriore termine sostitutivo.
- L’esecuzione di una condanna pecuniaria contenuta nel giudicato comprende anche la corresponsione degli interessi legali o della rivalutazione monetaria quando questi siano riconosciuti dal titolo esecutivo secondo il parametro normativo applicabile.
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