Cassazione Penale, Sentenza n. 06110/2026 del 13/02/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il Procuratore impugna l'ordinanza del Tribunale di Genova che, in sede di riesame, aveva annullato l'ordinanza del GIP di Savona ritenendo insussistenti i gravi indizi di colpevolezza per il reato di estorsione aggravata in concorso (art. 629 c.p., art.110 c.p.). Le doglianze contestano molteplici profili di fatto e di motivazione: presunto travisamento probatorio sul fronte degli spostamenti e degli orari di arrivo dei soggetti coinvolti; errata valutazione delle dichiarazioni di testi chiave (Bui, Grifoni, Vadalà, Sabiu); omissione di valutazione di elementi indiziari quali una chiamata telefonica precedente all'aggressione e la frase pronunciata da Koroveshaj dopo l'evento; interpretazioni ritenute contraddittorie circa l'esistenza di un interesse comune tra Koroveshaj e Abate e circa la rilevanza causale dell'intimidazione sul risultato economico conseguito; censura per aver declassato l'azione di Abate a mero sfogo e per aver ritenuto una dissociazione successiva incompatibile con una pianificazione antecedente. L'ultimo motivo denuncia violazione di legge relativamente alla configurabilità dell'estorsione anche se l'azione fosse stata posta in essere da un solo soggetto.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha richiamato i limiti del sindacato di legittimità sulle valutazioni di fatto operate dal giudice del riesame: la Cassazione verifica soltanto che l'atto impugnato esponga ragioni giuridicamente significative e sia privo di illogicità manifeste. Ha ritenuto che il Tribunale di Genova abbia analizzato in modo adeguato e logico il compendio indiziario, spiegando le ragioni per cui gli elementi raccolti supportano una lettura delle condotte di Abate e Koroveshaj come autonome e non concordate in funzione di una estorsione in concorso. La Corte ha confermato che, in difetto di gravi indizi per la responsabilità concorrente di Koroveshaj, può tuttavia ravvisarsi a carico del solo Abate il reato di percosse e minacce gravi; ha escluso profili di manifesta illogicità o violazione di legge nell'ordinanza impugnata. Il ricorso del Procuratore è quindi respinto e dichiarato inammissibile; la qualità di parte pubblica esonera il ricorrente dalle spese processuali.
Norme richiamate
art. 629 codice penale
Norma che disciplina il reato di estorsione; la Corte ha esaminato la sua applicabilità e ha ritenuto che mancassero, a livello indiziario, gli elementi necessari per contestare l'estorsione in concorso a carico di Koroveshaj, in particolare il previo concerto e il nesso causale tra intimidazione e profitto illecito
art. 110 codice penale
Norma sul concorso di persone nel reato; la Corte ha richiesto la prova, anche a livello indiziario, della comune volontà e del contributo concorsuale nella condotta estorsiva
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. U. n. 11 del 22/03/2000 e altre pronunce richiamate)
Principio secondo cui la Corte di cassazione, nel sindacato sui provvedimenti cautelari e di riesame, non può rivalutare i fatti ma solo verificare che il giudice di merito abbia esposto ragioni giuridicamente significative e non abbia formulato argomentazioni manifestamente illogiche; limiti alla revisione degli elementi indiziari
Massime di principio
- La Cassazione, in materia di misure cautelari e riesame, non riforma le valutazioni di fatto: può censurare solo l'assenza di motivazione giuridicamente significativa o l'esistenza di illogicità manifeste.
- Per imputare un'estorsione in concorso occorre, anche sul piano indiziario, dimostrare il previo concerto tra i partecipi e il nesso causale tra intimidazione e il profitto ottenuto; atti violenti isolati non dimostrano automaticamente la concorrenza di interessi.
- Singoli elementi contestuali (una telefonata, una frase ambigua, la presenza in un luogo) assumono valore probatorio solo nel quadro complessivo della ricostruzione: la loro rilevanza deve essere esplicitamente collegata da ragioni logiche nel provvedimento motivato.
- Se il giudice di merito spiega in modo coerente perché ritiene più plausibile una ricostruzione autonoma dei fatti rispetto a quella della concertazione, la Cassazione difficilmente ammetterà la riconsiderazione dei fatti a favore della tesi opposta.
- In una situazione simile il pubblico ministero che intende impugnare un provvedimento di riesame dovrebbe puntare a dimostrare l'effettiva mancanza di motivazione giuridicamente significativa o evidenti incoerenze logiche, non semplicemente proporre una diversa valutazione dei fatti.
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