Cassazione Penale, Sentenza n. 36430/2023 del 31/08/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la conferma della condanna per bancarotta fraudolenta documentale lamentando: (1) mancato rispetto dell'art. 238-bis c.p.p. e inosservanza della sentenza irrevocabile di assoluzione del coimputato Bagaglini (sosteneva che da tale sentenza emergerebbe che le scritture contabili erano state conservate in sede fino al 25/9/2012 e trasferite da altri, escludendo la sua responsabilità); (2) erronea applicazione dell'art. 216, comma 1, n. 2 l.fall. e insufficiente prova del dolo specifico e del ruolo di amministratore di fatto dopo la cessazione della carica formale (21/12/2010); (3) ingiustificato rifiuto delle circostanze attenuanti generiche nonostante presunta condotta collaborativa e indagini difensive svolte tramite difensore.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato il motivo relativo al ruolo di amministratore di fatto e al dolo specifico, ritenendo la motivazione della Corte territoriale congrua: emerse elementi che dimostravano che il SAMMARTINO permaneva come "dominUS" della società dopo la perdita della carica formale (reperimento dei successivi amministratori, mancata consegna delle scritture contabili, pianificazione di atti finalizzati al depauperamento, scissione societaria antecedente il fallimento) e che la sottrazione/ocultamento delle scritture era strumento per occultare spoliazioni a danno dei creditori. Sul tema della sentenza irrevocabile di assoluzione del Bagaglini, la Cassazione ha ricordato che l'acquisizione ex art. 238-bis non vincola il giudice chiamato a decidere: l'assoluzione riguardava un periodo limitato e non contrastava la ricostruzione complessiva riferita al SAMMARTINO. Infine, ha ritenuto legittimo il diniego delle attenuanti perché le dichiarazioni e l'indicazione di testi erano parte della strategia difensiva, non atti veramente collaborativi. Condanna alle spese processuali.
Norme richiamate
art. 238-bis cod. proc. pen.
L'acquisizione di sentenze irrevocabili non vincola il giudice del procedimento che mantiene autonomia valutativa; la sentenza di assoluzione di Bagaglini non impone l'assorbimento delle sue argomentazioni nel giudizio sul SAMMARTINO
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Limiti alla riproduzione integrale dei motivi di ricorso in cassazione (richiamato per i limiti della esposizione dei motivi)
art. 530, comma 2 cod. proc. pen.
Norma richiamata nel quadro delle censure di violazione di legge procedurale (richiama profili di giudizio e motivazione)
art. 533, comma 1 cod. proc. pen.
Norma richiamata in ordine ai principi di motivazione e valutazione delle prove e delle sentenze divenute irrevocabili
art. 192, comma 3 cod. proc. pen.
Richiamata nei profili procedurali relativi all'assunzione e valutazione della prova
art. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen.
Criteri di ammissibilità e motivazione dei motivi di cassazione: lett. b) (violazione di norme sostanziali o processuali) e lett. e) (vizio di motivazione manifestamente illogica o contraddittoria); la Corte ha ritenuto le censure infondate o insuscettibili di sindacato
art. 216, comma 1, n. 2 l.fall. (Legge Fallimentare)
Rilevante ai fini dell'accertamento del dolo specifico per bancarotta fraudolenta documentale; la Corte ha ritenuto sussistente il dolo alla luce della condotta di occultamento e della finalità di arrecare pregiudizio ai creditori
art. 33 l.fall.
Richiamata per la Relazione che documenta i meccanismi di spoliazione e il collegamento tra sottrazione delle scritture e danno ai creditori
Massime di principio
- L'acquisizione di sentenze irrevocabili ex art. 238-bis c.p.p. non crea un automatismo vincolante: il giudice conserva autonomia valutativa e può non recepire integralmente la ricostruzione altrui se il periodo o i fatti sono diversi
- La posizione di "amministratore di fatto" può essere accertata attraverso elementi sintomatici di direzione e gestione (reperimento di amministratori successivi, rapporti con dipendenti/fornitori/clienti, decisioni gestionali rilevanti) e tale valutazione di fatto è insindacabile in cassazione se adeguatamente motivata
- La mancata consegna o l'occultamento delle scritture contabili, unitamente a comportamenti volti al depauperamento (es. atti di scissione preparatori), è elemento idoneo a dimostrare il dolo specifico richiesto per la bancarotta fraudolenta documentale
- La mera partecipazione a indagini difensive o la produzione di memorie/interrogatori non equivale automaticamente a 'collaborazione' ai fini della concessione di attenuanti: la Corte valuta la funzione effettiva di tali atti (se mirano a sviare/avallare la tesi difensiva piuttosto che a chiarire i fatti)
- Le valutazioni di fatto e di opportunità valutate dalla Corte d'appello sono sindacabili in Cassazione solo per vizi di motivazione, illogicità o violazione di legge: motivazioni congrue e coerenti legittimano il rigetto del ricorso
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