Sentenza n. 320/2026 - Salerno, Sezione 2
avverso e per l’annullamento – previa sospensione a - dell’ordinanza n. 120 del 23.10.2025, successivamente notificata, con la quale il Comune di Capaccio Paestum ha disposto la rimozione e ripristino dello stato dei luoghi di alcune opere realizzate al Viale della Repubblica n. 88 – località “Capaccio Scalo”, ai sensi dell’art. 31 del D.P.R. n. 380/2001; b - ove e per quanto occorra, del verbale di sopralluogo prot. 40136/25 del 21.10.2025; c – ove e per quanto occorra, della relazione di accertamenti tecnici prot. 50577 del 17.10.2024; d - di tutti gli atti presupposti, collegati, connessi e consequenziali.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Ordinanza comunale di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi relativa a un padiglione telonato chiuso e a una struttura prefabbricata
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato l’ordinanza comunale adottata ai sensi dell’art. 31 d.P.R. 380/2001, deducendo plurime violazioni di legge e figure di eccesso di potere. In particolare, hanno contestato il difetto dei presupposti, l’insufficienza della motivazione, l’arbitrarietà e lo sviamento; la violazione della disciplina dell’edilizia libera e dei relativi presupposti, con difetto di istruttoria, erroneità e travisamento; l’erronea applicazione degli artt. 31 e 33 d.P.R. 380/2001; l’omessa considerazione della disciplina dei titoli abilitativi edilizi; la mancata applicazione delle disposizioni sopravvenute in materia di sanatoria edilizia; nonché la violazione del giusto procedimento. Nel corso del giudizio i ricorrenti hanno depositato copia di un’istanza di sanatoria relativa agli abusi contestati e hanno dichiarato, con memoria e poi a verbale, il sopravvenuto venir meno dell’interesse alla decisione di annullamento.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., senza esaminare nel merito i motivi di illegittimità dedotti contro l’ordinanza di demolizione. Il giudice ha rilevato che, in forza del principio della domanda, il processo amministrativo resta nella disponibilità della parte ricorrente e che, quando questa dichiara prima della decisione di non avere più interesse alla pronuncia, il giudice non può procedere all’esame del merito. La presentazione dell’istanza di sanatoria è stata inoltre considerata, secondo l’orientamento richiamato, idonea a consumare l’interesse attuale e concreto all’impugnazione del provvedimento sanzionatorio, ferma la possibilità di impugnare l’eventuale diniego di sanatoria; una definizione positiva della sanatoria potrebbe invece determinare la cessazione della materia del contendere. Le spese di giudizio sono state compensate.
Norme richiamate
art. 31 d.P.R. 380/2001
Costituisce la base normativa dell’ordinanza comunale di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi impugnata.
art. 34, comma 5, c.p.a.
qualora nel corso del giudizio la pretesa del ricorrente risulti pienamente soddisfatta, il giudice dichiara cessata la materia del contendere
Disciplina la cessazione della materia del contendere quando la pretesa sia stata integralmente soddisfatta; il TAR ha distinto tale ipotesi dall’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Impone la dichiarazione di improcedibilità quando, per una situazione sopravvenuta, venga meno l’interesse attuale e concreto alla decisione.
art. 60 c.p.a.
Ha consentito la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, previo avviso alle parti.
Massime di principio
- La dichiarazione della parte ricorrente, resa prima della decisione e riferita al sopravvenuto venir meno dell’interesse alla pronuncia, preclude l’esame del merito e impone al giudice amministrativo di dichiarare l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
- La presentazione di un’istanza di sanatoria relativa agli abusi edilizi oggetto di un’ordinanza sanzionatoria può consumare l’interesse attuale e concreto all’impugnazione dell’ordinanza, poiché l’interessato può contestare l’eventuale diniego di sanatoria; l’eventuale accoglimento dell’istanza può determinare la cessazione della materia del contendere.
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