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Sentenza

Sentenza n. 123/2026 - Perugia, Sezione 1

per l’accertamento e la conseguente dichiarazione di illegittimità - del silenzio inadempimento del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica sull’istanza di valutazione di impatto ambientale (VIA) presentata da Maag Timo s.r.l., ai sensi dell’articolo 25 del decreto legislativo n. 152 del 2006, per la realizzazione nel Comune di Castel Giorgio (TR) di un impianto agrivoltaico a terra di nuova costruzione, su suolo a destinazione agricola, denominato “Maag Black Sheep”, della potenza complessiva pari a 11,448 MWp, e delle relative opere di connessione; - del silenzio inadempimento del medesimo Ministero sull’istanza di rilascio del provvedimento definitivo di valutazione di impatto ambientale, nonostante l’attivazione del potere sostitutivo; - del silenzio inadempimento del Ministero della cultura rispetto al suo obbligo di esprimere il concerto al fine del rilascio del provvedimento di VIA, ai sensi dell’articolo 25, comma 2-bis, secondo periodo, del decreto legislativo n. 152 del 2006; e per la conseguente condanna del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica a rilasciare il provvedimento di VIA, ai sensi dell’articolo 25 del decreto legislativo n. 152 del 2006, fissando allo scopo un breve termine e nominando un commissario ad acta, che provveda in via sostitutiva in caso di inosservanza, nonché, per quanto occorra, del Ministero della cultura a esprimere il proprio concerto, ai sensi dell’articolo 25, comma 2-bis, secondo periodo, del decreto legislativo n. 152 del 2006, fissando allo scopo un breve termine e nominando un commissario ad acta, che provveda in via sostitutiva in caso di inosservanza.

Giustizia amministrativa202500531

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Umbria - Perugia, Sez. ISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento sulle istanze di valutazione di impatto ambientale e di concerto ministeriale per un impianto agrivoltaico

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (proponente impianto)

Prevale il privato

La controversia

La società ha agito contro l’inerzia del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica e del Ministero della cultura nel procedimento di VIA relativo a un impianto agrivoltaico a terra di nuova costruzione, della potenza complessiva di 11,448 MWp, da realizzarsi nel Comune di Castel Giorgio, e alle opere di connessione. La ricorrente ha dedotto che, dopo il parere favorevole della Commissione tecnica PNRR-PNIEC del 27 febbraio 2025, subordinato all’ottemperanza a condizioni ambientali, non erano stati adottati il provvedimento definitivo di VIA né espresso il concerto del Ministero della cultura. Ha sostenuto che i termini procedimentali fossero scaduti, richiamando anche l’attivazione del meccanismo di silenzio devolutivo e l’inutile decorso del termine per l’esercizio del potere sostitutivo. In particolare, secondo la ricostruzione prospettata dalla società, il concerto avrebbe dovuto essere espresso entro il 19 marzo 2025 e il provvedimento conclusivo entro il 26 marzo 2025; anche considerando il termine complessivo di 160 giorni, questo sarebbe comunque scaduto il 4 agosto 2025.

La decisione

Nel corso del giudizio l’Avvocatura dello Stato ha depositato il provvedimento del 21 gennaio 2026 recante il giudizio positivo di compatibilità ambientale sul progetto. Il Tribunale ha ritenuto che tale sopravvenienza avesse integralmente soddisfatto la pretesa azionata, dichiarando la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’articolo 34, comma 5, c.p.a., invece dell’improcedibilità richiesta dalle Amministrazioni. In ragione dell’esito del giudizio, ha condannato il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica e il Ministero della cultura al pagamento delle spese processuali in favore della ricorrente, liquidate complessivamente in euro 1.000,00, oltre spese generali, IVA, CPA e rimborso del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 25 d.lgs. 152/2006

    Disciplina il procedimento di valutazione di impatto ambientale e l’adozione del provvedimento conclusivo, oggetto dell’istanza rimasta inizialmente inevasa.

  • art. 25, comma 2-bis, d.lgs. 152/2006

    Richiamato in relazione al termine per la conclusione del procedimento di VIA e all’obbligo del Ministero della cultura di esprimere il concerto.

  • art. 25, comma 2-quater, d.lgs. 152/2006

    Richiamato dalla ricorrente quale fondamento del procedimento di silenzio devolutivo attivato a fronte dell’inerzia amministrativa.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    La sopravvenuta adozione del provvedimento richiesto, quando soddisfa integralmente la pretesa azionata, giustifica la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un giudizio avverso il silenzio della pubblica amministrazione, l’amministrazione adotta il provvedimento richiesto e tale provvedimento soddisfa integralmente la pretesa azionata, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a.
  • La sopravvenuta adozione del provvedimento richiesto non esclude necessariamente la regolazione delle spese secondo la soccombenza sostanziale: il giudice può porle a carico dell’amministrazione se l’inerzia che ha dato origine al giudizio risulta superata solo nel corso del processo.

Come è indicizzato

MaterieVIA, VAS e verifica di assoggettabilitàEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAmbienteProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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