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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5741/2024 del 09/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto il motivo fondato: poiché non risultavano contestate né ritenute condotte fraudolente anteriori agli atti di dazione patrimoniale, la motivazione era viziata. Ha quindi annullato la sentenza impugnata senza rinvio perché il reato si era estinto per prescrizione (prescrizione intervenuta 1 settembre 2023). Decisione emessa in Roma il 05/12/2023.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso contestava il vizio motivazionale e la violazione della legge penale in relazione agli elementi costitutivi del delitto di truffa ex art. 640 c.p., sostenendo che la sentenza impugnata non aveva adeguatamente dimostrato che gli artifizi e i raggiri fraudolenti fossero intervenuti prima dell'induzione in errore e della dazione patrimoniale. Si rileva che, secondo la giurisprudenza citata, per la configurabilità della truffa gli artifizi e raggiri devono precedere l'errore e l'ingiusto profitto, elemento che nel caso concreto non era stato contestato né accertato in sentenza

Norme richiamate

  • art. 640 cod. pen.

    La fattispecie della truffa richiede che la condotta fraudolenta (artifizi e raggiri) preceda l'induzione in errore e il conseguimento dell'ingiusto profitto; se tale sequenza non è accertata manca il requisito essenziale del reato

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione

    Sez. 2, n. 9197 del 15/02/2017 (Favero); Sez. 6, n. 12604 del 11/12/2012 (Donini)

    La giurisprudenza richiamata conferma il principio secondo cui gli artifizi e raggiri devono antecedere la dazione patrimoniale per configurare la truffa; la sentenza applica tale principio per valutare il vizio motivazionale

  • Prescrizione (estinzione del reato)

    La Corte ha dichiarato l'estinzione del reato per prescrizione intervenuta prima della decisione, motivo per cui ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio

Massime di principio

  • Per la configurabilità della truffa ex art. 640 c.p. è necessario provare che gli artifizi e i raggiri siano antecedenti all'induzione in errore e alla consegna del bene o del denaro; in mancanza di tale prova la fattispecie non può ritenersi integrata
  • La motivazione della sentenza deve esplicitare la sequenza temporale e causale (artifizio → errore → dazione patrimoniale) e indicare le condotte fraudolente antecedenti; l'omissione di tale accertamento costituisce vizio motivazionale
  • In assenza di accertamento di condotte fraudolente precedenti, la cassazione può annullare la condanna per vizio motivazionale; se nel frattempo è intervenuta la prescrizione il provvedimento è annullatorio senza rinvio
  • In casi simili è fondamentale raccogliere e documentare prove che attestino gli artifizi o i raggiri anteriori alla dazione (comunicazioni, documenti, testimonianze) e monitorare i termini di prescrizione
  • Nei ricorsi è utile richiamare la giurisprudenza consolidata che richiede la precedente attuazione degli artifizi rispetto alla dazione patrimoniale per sostenere un vizio motivazionale

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