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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35238/2025 del 29/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della convalida dell'arresto e, in particolare, del sequestro disposto dalla Corte di appello ai sensi dell'art. 714 c.p.p.; il ricorrente deduce la carenza di motivazione e l'assenza di finalità probatoria del sequestro, sostenendo che l'autorità statunitense aveva richiesto genericamente il sequestro probatorio senza fornire indicazioni specifiche e che, in particolare, il denaro e le carte di credito non avrebbero rilevanza probatoria rispetto ai reati contestati (frode informatica, associazione per delinquere, estorsione informatica, ricettazione e minaccia).

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso in parte fondato. Ha affermato che, anche nei casi di sequestro urgente eseguito dalla polizia giudiziaria in sede estradizionale, è necessaria la convalida da parte del Presidente della Corte di appello (interpretazione costituzionalmente orientata dell'art. 716 c.p.p.) e che la convalida deve motivare il nesso di pertinenzialità tra i beni sequestrati e i reati oggetto della richiesta estradizionale. Applicando tali principi, la Corte ha ritenuto legittimo il sequestro dei dispositivi elettronici e dei documenti in quanto strettamente connessi ai reati ipotizzati, mentre ha annullato l'ordinanza limitatamente al sequestro del denaro e delle carte di credito per difetto di indicazione del nesso pertinenziale. Ha quindi disposto il rinvio ad altra sezione della Corte di appello di Bologna per nuovo giudizio sul punto, rigettando il ricorso per il resto.

Norme richiamate

  • Trattato di estradizione tra Italia e Stati Uniti d'America, art. XVIII

    Tutti i beni, strumenti, oggetti di valore, documenti e altre prove riguardanti il reato possono essere sequestrati e consegnati alla Parte richiedente. Tali beni possono essere consegnati anche nel caso in cui l'estradizione non possa essere, effettuata

    La Corte interpreta la norma come possibilità generica di sequestro a favore dello Stato richiedente, ma richiede che i beni siano 'riguardanti il reato', ossia connessi alla fattispecie contestata e utili come mezzi di prova o come corpo del reato

  • art. 714 cod. proc. pen.

    Prevede, su richiesta del Ministro, il sequestro del corpo del reato e delle cose pertinenti per le procedure estradizionali; la Corte ne ricava che il sequestro estradizionale è legittimo solo se sussiste un rapporto specifico di pertinenzialità e funzione probatoria tra beni e reato

  • art. 715, comma 4, cod. proc. pen.

    Richiamata a supporto dell'idea che la disciplina del sequestro in sede estradizionale caratterizza le ipotesi in cui la Corte può disporre il sequestro nell'ambito di misure cautelari provvisorie; la Corte evidenzia che le varie fattispecie di sequestro devono essere sottoposte a controllo giudiziario

  • art. 716 cod. proc. pen.

    Pur non prevedendo espressamente la convalida del sequestro, la Corte ritiene che, per ragioni di tutela costituzionale del diritto di difesa e di coerenza normativa, la convalida del provvedimento emesso d'urgenza dalla polizia giudiziaria debba comprendere anche il sequestro, convalidato congiuntamente all'arresto dal Presidente della Corte di appello

  • art. 719 cod. proc. pen.

    Citato nella discussione sull'impugnabilità: la Corte osserva che se il sequestro non fosse soggetto a convalida del presidente della Corte di appello, ne deriverebbe l'assenza di un provvedimento reclamabile ai sensi dell'art. 719, con conseguente impossibilità di controllo giurisdizionale; ciò giustifica l'interpretazione restrittiva che impone la convalida

Massime di principio

  • Nei procedimenti estradizionali il sequestro eseguito d'urgenza dalla polizia giudiziaria deve essere sottoposto a convalida da parte del Presidente della Corte di appello insieme alla convalida dell'arresto, per garantire il controllo giurisdizionale e il diritto di difesa
  • La convalida del sequestro deve contenere una motivazione che specifichi il nesso di pertinenzialità tra i beni sequestrati e i reati oggetto della richiesta di estradizione, valutando le esigenze probatorie prospettate dallo Stato richiedente
  • Beni chiaramente connessi all'attività delittuosa (es. dispositivi elettronici, documenti) sono più facilmente giustificabili come oggetti di sequestro probatorio; denaro e carte di credito richiedono invece una specifica indicazione del nesso con i reati per poter essere legittimamente sequestrati
  • La difesa può efficacemente impugnare i sequestri per carenza motivazionale e per mancata dimostrazione della pertinenzialità; l'esito può essere l'annullamento parziale e il rinvio per nuovo giudizio
  • Le richieste dello Stato estero devono fornire informazioni sufficienti a consentire alla Corte di appello di verificare la funzione probatoria dei beni indicati: informazioni vaghe o generiche rendono più probabile l'annullamento del sequestro

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