Sentenza n. 2409/2026 - Palermo, Sezione 3
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di sanatoria edilizia del 22 gennaio 2021 e ingiunzione di demolizione del 7 febbraio 2024
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietaria)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha impugnato l’ingiunzione di demolizione deducendone l’illegittimità derivata dal diniego di sanatoria edilizia, del quale contestava la rituale notificazione e, in via diretta, la legittimità. In particolare, ha dedotto l’eccesso di potere per travisamento dei fatti, sostenendo che dalle aerofotogrammetrie risultasse l’esistenza dei piani oggetto della sanatoria già nel 1982; la violazione dell’art. 10-bis della l. n. 241/1990, per non essere stato consentito al tecnico incaricato l’accesso agli atti; nonché la lesione del diritto di partecipazione procedimentale. Il TAR ha dubitato dell’ammissibilità delle censure rivolte contro un diniego del 2021 apparentemente divenuto stabile, disponendo istruttoria sulla copia del diniego, sulla relata di notificazione e sulla residenza anagrafica della ricorrente. È emerso che il diniego era stato notificato a Zanica (BG), con attestazione di irreperibilità, senza che l’amministrazione chiarisse la ragione della notificazione in quel Comune né producesse l’estratto ANPR richiesto dal giudice.
La decisione
Il ricorso è stato accolto. Il TAR ha ritenuto inesistente la notificazione del diniego di sanatoria, poiché non era stato dimostrato che essa fosse stata eseguita presso la residenza anagrafica della destinataria e l’amministrazione non aveva adempiuto agli ordini istruttori volti a chiarire tale circostanza. La mancata rituale notificazione ha impedito al diniego di produrre effetti nei confronti della destinataria, in violazione dell’art. 21-bis della l. n. 241/1990. Di conseguenza, l’ingiunzione di demolizione, pur ritualmente notificata, è stata annullata per invalidità derivata. Il TAR ha inoltre annullato direttamente il diniego di sanatoria e ha stabilito che l’effetto conformativo della sentenza impone al Comune la riedizione del potere sull’istanza di sanatoria, previo contraddittorio procedimentale con la ricorrente. Il Comune è stato condannato al pagamento di 2.000 euro di spese di lite, oltre accessori.
Norme richiamate
art. 21-bis l. 241/1990
La notificazione del provvedimento limitativo della sfera giuridica del destinatario è necessaria affinché l’atto acquisti efficacia nei suoi confronti; una notificazione non rituale non consente al provvedimento di produrre effetti verso il destinatario.
art. 10-bis l. 241/1990
La ricorrente ha dedotto la violazione delle garanzie partecipative connesse alla comunicazione dei motivi ostativi, ma la decisione è stata definita sulla base dell’inesistenza della notificazione del diniego e della conseguente invalidità derivata dell’ingiunzione di demolizione.
art. 6-OMISSIS-, comma 4 c.p.a.
Il giudice ha richiamato tale disposizione nel ritenere inesistente la notificazione del diniego, sulla base degli accertamenti istruttori svolti e della mancata dimostrazione della corretta destinazione della notificazione.
Massime di principio
- Un provvedimento amministrativo limitativo della sfera giuridica del destinatario non produce effetti nei suoi confronti se la notificazione richiesta dalla legge è inesistente o non rituale; la mera esistenza di una relata non dimostra, da sola, la conoscenza legale dell’atto quando la notificazione sia stata indirizzata a un luogo diverso dalla residenza del destinatario senza adeguata giustificazione.
- L’ingiunzione di demolizione fondata su un diniego di sanatoria non efficacemente notificato è illegittima per invalidità derivata, poiché il diniego non può costituire validamente il presupposto dell’azione repressiva edilizia nei confronti del proprietario.
- Quando l’amministrazione non chiarisce, nonostante specifico ordine istruttorio, la ragione per cui un provvedimento sia stato notificato in un Comune diverso dalla residenza anagrafica del destinatario, e non dimostra la ritualità della notificazione, il giudice può ritenere inesistente la notificazione e annullare l’atto presupposto e quello consequenziale.
- L’annullamento del diniego di sanatoria per difetto di efficacia nei confronti del destinatario impone all’amministrazione la riedizione del potere sull’istanza, nel rispetto del contraddittorio procedimentale e dell’effetto conformativo della sentenza.
Come è indicizzato
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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