Sentenza n. 1348/2026 - Milano, Sezione 4
per l'annullamento del provvedimento adottato in data 8 settembre 2025 dalla Questura di -OMISSIS- e notificato in data 15 novembre 2025 al ricorrente div. P.A.S.I. CAT.A. 12/Imm/bi-2025/nr.352, con cui è stata respinta l'istanza presentata dal ricorrente in data 10.10.2024, mediante kit postale avente assicurata -OMISSIS-, volta ad ottenere l'aggiornamento del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo - UE n. I06432254, rilasciato dalla Questura di -OMISSIS- in data 11.09.2014 per motivi commerciali/lavoro autonomo.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di aggiornamento del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, con contestuale valutazione dei presupposti per il rilascio di un permesso di soggiorno ordinario
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato, chiedendone anche la sospensione cautelare, il provvedimento della Questura che aveva respinto l'istanza di aggiornamento del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo già detenuto, rilasciato per motivi commerciali o di lavoro autonomo. Nel corso del giudizio il Ministero dell'Interno ha depositato una nota della Questura attestante l'intervenuto annullamento in autotutela dell'atto impugnato. Non risultano ulteriori deduzioni del ricorrente; il provvedimento di autotutela, tuttavia, non è stato formalmente depositato in giudizio.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ritenendo che l'annullamento in autotutela dell'atto impugnato, rappresentato dall'amministrazione e non contestato dal ricorrente, avesse fatto venir meno l'interesse alla decisione. La domanda cautelare è stata definita con sentenza in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a. Le spese sono state compensate tra le parti in ragione della peculiarità della questione esaminata. La sentenza dispone inoltre l'oscuramento delle generalità della parte interessata.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
ex art. 60 cod. proc. amm.
Consente la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, anche in sede cautelare, quando ne ricorrono i presupposti e le parti sono sentite.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
articolo 52, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196
Costituisce la base per l'oscuramento delle generalità a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
articoli 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016
Richiamati quali ulteriori fondamenti della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Quando l'amministrazione annulla in autotutela il provvedimento impugnato e il ricorrente non formula ulteriori deduzioni, viene meno l'interesse alla decisione e il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
- La sopravvenuta carenza di interesse può essere dichiarata sulla base della rappresentazione dell'annullamento in autotutela fornita dall'amministrazione, anche se il relativo provvedimento non è stato formalmente depositato, purché tale rappresentazione non risulti contestata dal ricorrente.
- La domanda cautelare può essere definita con sentenza in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a. quando, sentite le parti, ricorrono i presupposti per la definizione immediata del giudizio.
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