Cassazione Penale, Sentenza n. 47534/2023 del 27/11/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugnava la sentenza del Tribunale di Avellino sostenendo, ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. c), cod. proc. pen., la violazione degli artt. 15 e 50 del d.lgs. n. 274/2000: il pubblico ministero avrebbe esercitato l'azione penale tramite un vice-procuratore onorario sulla base di una delega priva del necessario carattere di specialità (generica), con conseguente nullità generale dell'azione penale e del giudizio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la delega del 15/12/2015 al vice-procuratore onorario, che aveva ad oggetto "la trattazione e la definizione a sua firma del procedimento in epigrafe", fosse riferita a uno specifico procedimento/udienza e quindi sufficientemente specifica secondo il combinato disposto degli artt. 25 e 50 del d.lgs. n. 274/2000. Ne è conseguita l'insussistenza del vizio dedotto. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali; alla parte civile non sono state riconosciute le spese di rappresentanza in Cassazione.
Norme richiamate
d.lgs. n. 274 del 2000, art. 50
comma 1, lettera b) e comma 2
L'art. 50 consente che, nei procedimenti dinanzi al giudice di pace, le funzioni del pubblico ministero siano svolte da vice-procuratori onorari delegati per specifici atti/udienze o per un singolo procedimento; la delega deve essere conferita in relazione a una determinata udienza o a un singolo procedimento e non può essere meramente generica.
d.lgs. n. 274 del 2000, art. 25
riferimento agli atti del pubblico ministero relativi all'esercizio dell'azione penale
L'art. 25 contiene le attribuzioni concernenti l'esercizio dell'azione penale; la Corte ha valutato la delega alla luce di tale norma per verificare se il vice-procuratore fosse legittimato a svolgere tali funzioni nel procedimento specifico.
art. 606 cod. proc. pen.
Norma procedurale che disciplina i motivi di ricorso per cassazione; la ricorrente ha fondato il motivo su tale disposizione per dedurre la violazione normativa sulla delega.
Sezioni unite / giurisprudenza citata
es. Sez. 5, n. 14264/2013; Sez. 5, n. 6216/2015; Sez. U, n. 42792/2001
La Corte ha richiamato precedenti secondo i quali una delega generica è nulla e produce vizio rilevabile d'ufficio, ma ha distinto i casi in cui la delega è riferita a uno specifico procedimento (valida) da quelli con deleghe generiche o semplici richiami a ordini di servizio (nulle). Inoltre è stato ricordato che la Corte può esaminare direttamente l'atto di delega quando dedotta una nullità procedurale.
art. 93 cod. proc. civ.
citato in relazione alla liquidazione delle spese
Norma richiamata dalla parte civile per chiedere liquidazione delle spese; la Corte ha ritenuto che la parte civile non avesse fornito un contributo concreto e argomentato nella fase di legittimità, perciò non spettavano le spese di rappresentanza.
Massime di principio
- La delega del pubblico ministero a un vice-procuratore onorario è valida se è riferita a uno specifico procedimento o a una determinata udienza; formule che individuano espressamente il procedimento (es. "procedimento in epigrafe" o indicazione degli estremi) sono generalmente sufficienti.
- Una delega generica o riferita in via indistinta all'ufficio (senza collegamento al singolo procedimento) può determinare una nullità rilevabile d'ufficio e comportare l'invalidità dell'azione penale esercitata.
- La Corte di Cassazione può esaminare direttamente gli atti di delega quando il vizio è dedotto come nullità processuale assoluta.
- Il vizio relativo alla delega che incide sull'iniziativa del pubblico ministero è una nullità di carattere assoluto e dunque rilevabile in ogni stato e grado, ma va verificata la concretezza e la formulazione della delega concreta.
- In Cassazione la parte civile che si limita a chiedere l'inammissibilità o il rigetto senza confutare argomentatamente il motivo del ricorso non consegue l'automatica liquidazione delle proprie spese di rappresentanza.
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