Sentenza n. 146/2026 - Genova, Sezione 2
per l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Genova, Sezione Lavoro, 23.01.2025 n. 88.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inerzia del Ministero nell’esecuzione della sentenza del Tribunale di Genova, Sezione Lavoro, 23 gennaio 2025, n. 88, relativa all’attribuzione della carta del docente per le annualità 2023/24 e 2024/25
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha agito in ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Genova, Sezione Lavoro, 23 gennaio 2025, n. 88, che aveva condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito ad assegnarle la carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente, per il valore corrispondente alle annualità oggetto del giudizio. Il Ministero si è costituito, ma non ha formulato contestazioni nel merito. La ricorrente ha dedotto l’inottemperanza dell’amministrazione, dopo l’inutile decorso del termine dilatorio di centoventi giorni dalla notificazione del titolo esecutivo.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso per l’ottemperanza, rilevando l’assenza di contestazioni sostanziali da parte dell’amministrazione e l’inutile decorso del termine dilatorio di centoventi giorni previsto dall’art. 14 del d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997. Ha ordinato al Ministero di dare esecuzione alla sentenza del Tribunale di Genova entro sessanta giorni dalla comunicazione della pronuncia, mediante l’emissione della carta del docente intestata alla ricorrente e l’accredito delle somme corrispondenti alle annualità 2023/24 e 2024/25. Per l’ipotesi di ulteriore inottemperanza, ha nominato commissario ad acta il Direttore della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, con termine di trenta giorni per provvedere in sostituzione dell’amministrazione. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese di lite, liquidate in euro 500, oltre spese generali, IVA e CPA, con distrazione in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997
termine dilatorio di centoventi giorni dalla notificazione del titolo esecutivo
Prima di procedere all’esecuzione forzata nei confronti dell’amministrazione deve decorrere il termine dilatorio previsto dalla disposizione; nel caso concreto il termine era inutilmente decorso, consentendo l’accoglimento della domanda di ottemperanza.
artt. 112 ss. c.p.a.
Il giudizio di ottemperanza è stato utilizzato per ottenere l’esecuzione di una pronuncia del giudice ordinario passata in giudicato, mediante ordine all’amministrazione e nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inottemperanza.
Massime di principio
- Quando l’amministrazione non esegue una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario e il termine dilatorio previsto dall’art. 14 del d.l. n. 669/1996 è inutilmente decorso, il giudice amministrativo può accogliere la domanda di ottemperanza e ordinare all’amministrazione di dare esecuzione al titolo entro un termine determinato.
- Nel giudizio di ottemperanza, l’assenza di contestazioni nel merito da parte dell’amministrazione, unitamente alla mancata esecuzione del giudicato, giustifica l’adozione di un ordine conformativo puntuale, con indicazione dell’attività amministrativa dovuta e del termine per provvedere.
- In caso di persistente inottemperanza all’ordine giudiziale, il giudice dell’ottemperanza può nominare un commissario ad acta, individuato nell’organo amministrativo competente, affinché provveda in sostituzione dell’amministrazione entro un termine successivo prestabilito.
- La condanna alle spese nel giudizio di ottemperanza segue la soccombenza dell’amministrazione che non abbia dato esecuzione al giudicato.
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