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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37092/2024 del 07/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso deduceva due motivi: 1) incompetenza funzionale del Tribunale di Trani perché la richiesta verteva sull'applicazione di misure alternative alla detenzione (di competenza del Tribunale di Sorveglianza), non su sanzioni sostitutive applicabili in sede di sentenza; 2) violazione del principio del ne bis in idem perché la stessa richiesta era già stata negativamente esaminata dal Tribunale di Sorveglianza di Bari con ordinanza dell'8.1.2024.

La decisione

La Corte ha ritenuto il primo motivo fondato: l'istanza presentata riguardava misure alternative alla detenzione relative a una pena irrevocabile e non poteva essere qualificata come richiesta di pene sostitutive previste per la fase di giudizio. Pertanto, la competenza funzionale spettava al Tribunale di Sorveglianza (art. 70 L. 354/1975) e non al Tribunale di Trani. La Corte ha escluso l'applicabilità del regime transitorio dell'art. 95 del D.Lgs. 150/2022, che si riferisce soltanto a procedimenti pendenti in Cassazione alla data di entrata in vigore. Per questi motivi l'ordinanza impugnata è stata annullata senza rinvio per incompetenza funzionale, e la doglianza sul ne bis in idem è stata assorbita.

Norme richiamate

  • Codice di procedura penale - artt. 665 e ss.

    Rinvio alle norme sull'esecuzione penale e alla competenza del giudice dell'esecuzione per le istanze relative all'esecuzione della pena; la Corte ha ritenuto che le istanze relative a misure alternative ricadono nella sfera di competenza del giudice dell'esecuzione (Tribunale di Sorveglianza).

  • Codice di procedura penale - artt. 677 e ss.

    Richiami alle disposizioni procedurali pertinenti all'esecuzione e alla competenza; conferma che il regime di competenza deve essere valutato secondo le norme sugli interventi in fase esecutiva.

  • Codice di procedura penale - artt. 649, 650 e 666

    Richiamate nel ricorso come norme processuali correlate alle istanze esecutive e al divieto di duplicazione del giudizio; la Corte ha considerato rilevanti le norme sulla competenza e sul ne bis in idem in sede esecutiva, ma ha deciso l'annullamento per incompetenza funzionale prima di affrontare definitivamente il tema del ne bis in idem.

  • Ordinamento penitenziario - art. 47-ter

    Citato tra le norme pertinenti all'esecuzione e alle misure alternative; la sentenza lo inserisce nel quadro normativo di riferimento ma la decisione si fonda principalmente sulla competenza del Tribunale di Sorveglianza.

  • D.Lgs. n. 150 del 2022 - art. 95

    Interpretato come norma transitoria di stretta portata: applicabile soltanto ai procedimenti pendenti innanzi alla Corte di Cassazione alla data di entrata in vigore del decreto, e quindi non rilevante nel caso di istanze relative a giudicati irrevocabili come quello in esame.

  • L. n. 354 del 1975 - art. 70

    Stabilisce la competenza del Tribunale di Sorveglianza per le materie attinenti all'esecuzione penale; la Corte ha affermato che la competenza funzionale a decidere sull'istanza di Scarcelli spettava al Tribunale di Sorveglianza ai sensi di questa norma.

  • L. n. 689 del 1981

    Norma sulle pene sostitutive: la Corte distingue le 'pene sostitutive' applicabili in sentenza dalle 'misure alternative alla detenzione' applicabili in sede esecutiva, escludendo che le prime potessero essere invocate per un giudicato già formato.

Massime di principio

  • Se l'istanza riguarda misure alternative alla detenzione connesse a una pena già irrevocabile, la competenza spetta al Tribunale di Sorveglianza e non al giudice penale che ha emesso la sentenza di condanna.
  • La locuzione 'sanzioni sostitutive' non va confusa con 'misure alternative alla detenzione': le prime si applicano in sede di sentenza, le seconde in sede esecutiva sul giudicato.
  • Il regime transitorio del D.Lgs. 150/2022 (art. 95) ha portata limitata: riguarda solo procedimenti pendenti in Cassazione alla data di entrata in vigore e non estende la competenza ai giudicati irrevocabili.
  • Se un giudice decide pur essendo funzionalmente incompetente, il provvedimento è annullabile senza rinvio per incompetenza; la questione di merito (es. ne bis in idem) può rimanere assorbita.
  • Prima di riproporre istanze analoghe dopo un precedente rigetto, è opportuno verificare la competenza del giudice chiamato a decidere e lo stato del precedente provvedimento (definitività, impugnazione pendente, ecc.).

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