Cassazione Penale, Sentenza n. 21545/2026 del 11/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per cassazione diretta contro la durata della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida prevista dall'art. 186, comma 2 lett. c) del Codice della Strada: il Procuratore generale ha censurato che il Tribunale di Mantova ha irrogato una sospensione di mesi sei, inferiore al minimo edittale previsto (uno-due anni), e non ha raddoppiato la durata nonostante il veicolo fosse di proprietà di una terza persona, come previsto dall'inciso normativo.
La decisione
Il ricorso è stato ritenuto fondato: la Corte ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla determinazione della durata della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida e ha rinviato per nuovo giudizio sul punto al Tribunale di Mantova in diversa persona fisica. Il resto della sentenza (pena detentiva sostituita da lavoro di pubblica utilità, ammenda, ecc.) è stato confermato nei limiti non toccati dall'annullamento.
Norme richiamate
art. 186, comma 2 lett. c), d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della Strada)
all'accertamento del reato consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni
La Corte ha ritenuto che la norma impone una durata obbligatoria della sospensione non inferiore a un anno e fino a due anni; inoltre, se il veicolo appartiene a persona estranea al reato, la durata va raddoppiata. Ne consegue che il Tribunale non poteva stabilire una sospensione di sei mesi né omettere il raddoppio.
art. 444 cod. proc. pen.
L'accordo delle parti ai sensi dell'art. 444 non consente di derogarе alle prescrizioni imperative di norme speciali che stabiliscono sanzioni amministrative obbligatorie; pertanto l'intesa non legittima l'applicazione di una durata inferiore al minimo previsto dalla legge.
Massime di principio
- La sanzione amministrativa accessoria prevista dall'art. 186 comma 2 lett. c) cod. strada ha un minimo edittale vincolante (1 anno) e non può essere ridotta dal giudice, neppure nell'ambito di un accordo ex art. 444 c.p.p.
- Se il veicolo è di proprietà di una persona estranea al reato, la durata della sospensione prevista dalla norma deve essere raddoppiata; omissioni su questo punto possono portare all'annullamento parziale della sentenza.
- La Corte di cassazione può annullare la sentenza limitatamente alla parte che non è conforme alla legge e rinviare al giudice di merito per nuovo accertamento e determinazione della misura, lasciando intatte le altre statuizioni correttamente pronunciate.
- In casi di guida in stato d'ebbrezza con tassi alcolemici elevati e fascia oraria aggravante, il giudice deve applicare sia le sanzioni penali concordate sia le misure amministrative obbligatorie previste dalla normativa stradale.
- In situazioni analoghe il difensore dovrebbe verificare la proprietà del veicolo e contestare eventuali errori interpretativi del raddoppio o della durata minima della sospensione già in sede di merito, poiché tali profili sono suscettibili di censura in sede di legittimità.
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