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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21671/2026 del 11/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione in cassazione dell'ordinanza del Tribunale di Palermo che aveva annullato l'ordinanza del G.I.P. di Trapani che aveva applicato a Licari la misura del divieto di dimora nei Comuni di Trapani e Milazzo. Le imputazioni provvisorie contestavano, tra l'altro, reati di frode nelle pubbliche forniture (art.356 c.p.) e attentati alla sicurezza dei trasporti (art.432 c.p.) per aver consentito la navigazione di imbarcazioni con gravi avarie non dichiarate e non comunicate al R.I.N.A. e all'autorità marittima. Il ricorso per cassazione deduceva violazione di legge e vizio di motivazione soprattutto con riguardo alla ritenuta insussistenza dei gravi indizi per il reato di frode nelle pubbliche forniture, sostenendo che i contratti con la Regione erano di fatto forniture pubbliche in considerazione dell'ampio apporto di contributi pubblici e che le omissioni sulle avarie potevano compromettere la sicurezza dei trasporti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato il principio per cui il reato di frode nelle pubbliche forniture (art.356 c.p.) richiede che la prestazione sia destinata direttamente alla pubblica amministrazione: quando si tratta di concessione di un servizio pubblico erogato direttamente agli utenti finali (come il trasporto marittimo), l'inadempimento del concessionario rileva eventualmente in sede civile ma non configura automaticamente la frode nelle pubbliche forniture. La Corte ha condiviso la motivazione del Tribunale di Palermo secondo cui i servizi oggetto dei contratti erano riconducibili alla concessione e non a una fornitura rivolta direttamente all'ente, e ha ritenuto irrilevante la percentuale di finanziamento pubblico rispetto al contributo degli utenti ai fini dell'inquadramento tra concessione e appalto/fornitura. Inoltre la censura non riguardava le statuizioni relative ai reati di attentato alla sicurezza dei trasporti, per i quali il ricorso non contestava la valutazione sull'insussistenza di indizi idonei. Pertanto il provvedimento impugnato è stato confermato e il ricorso respinto.

Norme richiamate

  • art. 356 cod. pen. (frode nelle pubbliche forniture)

    Il reato si configura solo se la "fornitura" ha come destinatario diretto la pubblica amministrazione; non si applica alle inadempienze relative a concessioni di servizi dirette all'utenza finale.

  • art. 432 cod. pen. (attentato alla sicurezza dei trasporti)

    Il Tribunale aveva ritenuto carenti gli elementi probatori per dimostrare un pericolo concreto per la sicurezza del trasporto; la Corte di Cassazione non ha esaminato nel merito questa fattispecie perché non censurata nel ricorso.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (es. Sez. 6, n. 28655 del 10/07/2025 e Sez.6, n. 14022 del 31/01/2024)

    Conferma il criterio distintivo tra 'fornitura pubblica' e 'concessione di servizio' basato sul destinatario della prestazione (ente pubblico vs utenza): le inadempienze del concessionario non si inquadrano nella frode nelle pubbliche forniture quando il servizio è erogato direttamente agli utenti.

Massime di principio

  • Per configurare la frode nelle pubbliche forniture (art.356 c.p.) è necessario che la prestazione sia diretta alla pubblica amministrazione; la qualificazione contrattuale (concessione vs appalto/fornitura) va valutata in base al destinatario della prestazione, non solo sulla base della percentuale di contributi pubblici.
  • La presenza di finanziamenti pubblici consistenti non trasforma automaticamente una concessione di servizio in una fornitura pubblica penalmente rilevante; il criterio decisivo è se il vantaggio/servizio è destinato direttamente all'ente contraente o all'utenza.
  • In materia di misure cautelari e riesame degli indizi, l'assenza di una consulenza tecnica può rendere difficoltosa la prova del pericolo concreto per la sicurezza dei trasporti: messaggi e dichiarazioni non sostituiscono sempre valutazioni tecniche per accertare il rischio effettivo.
  • Le eventuali inadempienze di un concessionario rilevano comunque in sede civile e amministrativa (es. revoca della concessione, responsabilità contrattuale), anche quando non integrano reati specifici come la frode nelle pubbliche forniture.
  • In impugnazioni penali è fondamentale circoscrivere le censure: la Corte di Cassazione non esamina profili non dedotti; se il ricorrente non contesta specifici capi (es. attentato alla sicurezza), tali valutazioni restano confermate.

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